E' tornato l'antico mosaico dei pesci

PIOMBINO. E' ritornato, dopo 150 anni di peregrinazioni ed un lungo restauro cui è stato sottoposto a Ravenna, il famoso "mosaico dei pesci" (databile tra la fine del II ed i primi del I secolo avanti Cristo). Ora il prezioso reperto si trova al secondo piano del museo archeologico di Cittadella. E qui rimarrà per sempre.
Un evento culturale di eccezionale importanza per la città. Per un sogno realizzato ce n'è subito un altro da esaudire: il presidente della società Parchi, Massimo Zucconi, non nasconde che sarebbe orgoglioso di ospitare anche le ruote di carro provenienti dalla omonima tomba "dei carri", la più monumentale della necropoli di San Cerbone, risalente alla metà del VII secolo avanti Cristo.
A rendere omaggio all'arrivo del "mosaico dei pesci" c'erano Zucconi, il sindaco Gianni Anselmi, Anna Patera della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana come responsabile del progetto di restauro, Marco Spinelli della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha concesso un finanziamento di 200mila euro col quale è stato restaurato il mosaico e riallestiti i primi due piani del museo.
La "Cooperativa dei mosaicisti di Ravenna" si è concentrata soprattutto sulla rimozione di un pesante zoccolo di cemento all'interno del quale era sistemata una griglia in ferro arrugginita che sosteneva il pavimento musivo.
Ora il mosaico poggia su un pannello in aerolam, materiale moderno più leggero e solido, ha una cornice in malta a base di calce idraulica bianca, che ne fa risaltare i colori delle tessere del mosaico. Durante il restauro è stata effettuata anche una ripulitura delle superfici del mosaico, tornato così a splendere. Il disegno del naufragio della scena marina e della ricostruzione di alcuni pesci avvenuta negli anni Trenta, dopo un incidente stradale in cui le tessere si frantumarono, è rimasta, per scelta, intatta.
Nel museo, le prime sale che raccolgono i reperti più antichi, quelli dei primi albori di Populonia, sono rimaste intatte. Le prime modifiche le hanno subite, al primo piano, le stanze del periodo "orientalizzante", che inizia tra la fine del VIII e la metà del VI secolo avanti Cristo. Il nuovo percorso inizia davanti alla ricostruzione di una tomba depredata dai tombaroli. Un patrimonio disperso a cui si contrappone l'intero museo archeologico. Da qui in poi è tutto un concentrato di reperti divisi per periodo storico.
La vera rivoluzione è al secondo piano: là dove c'erano le anfore del relitto del Pozzino ora c'è la ricostruzione di una parete affrescata de "Le Logge". Davanti si trova il mosaico dei pesci, lì vicino il tesoretto di monete di Rimigliano, rinvenuto nella spiaggia omonima. E' rimasta nella sua postazione originaria l'"anfora coi medaglioni" che idealmente chiude il percorso nella "sala delle meraviglie".
Katia Ghilli