«Ha ucciso per paura di perdere il posto»


MILANO. «La sua paura era quella di perdere il posto di lavoro. Così ha esagerato nel voler dimostrare che lei valeva. Allora procurava delle situazioni di emergenza in cui potesse dimostrare che si dava da fare». A parlare è Lorenza Vaghi, mamma dell'infermiera Sonya Caleffi.
Sonya, 34 anni, ha ucciso i suoi pazienti nell'ospedale di Lecco. La donna, che versa in uno stato di grave depressione, si trova ora ricoverata e sorvegliata. L'avvocato che ieri le ha fatto visita, Claudio Rea, ha detto che Sonya aveva fatto domanda di concorso per infermiera su consiglio della psichiatra che l'aveva in cura. Durante l'interrogatorio davanti al Gip, Davide De Giorgio, l'infermiera ha ammesso di aver iniettato aria nelle vene dei pazienti. E nella lista delle vittime spicca il nome di Enrico Bonalume, 34 anni di Robbiate, morto il 23 ottobre. «Me lo ricordo bene», ha detto Sonya, «anche perché aveva la mia età. Era malato di cancro ma a lui non ho fatto nulla di male». Inoltre la donna ha precisato che non ha mai avuto l'intenzione di uccidere ma solo di aggravare la malattia dei ricoverati per mettersi alla prova nelle emergenze. Poi, durante l'interrogatorio ha chiesto di essere aiutata: «Non è stata mia intenzione provocare la morte di alcun paziente, non ho mai premeditato le mie azioni. Non volevo, perdonatemi». Poi ha urlato disperata: «Papà, mamma, non abbandonatemi. Ho sbagliato».
E la madre spiega che Sonya è depressa da tempo. «La sua paura è quella di essere abbandonata. Ma io e suo padre vogliamo dirle che le vogliamo bene e che le saremo vicini». «Mi è difficile credere che abbia fatto tutto questo», afferma il padre, Nicola Caleffi, «non immaginavo potesse arrivare a tanto».

Roberta Rizzo