Una limousine per i più incalliti


Andrea Visconti
NEW YORK.L'idea migliore per aggirare le severe leggi antifumo di New York è venuta a un'italiana. Donatella Arpaia è proprietaria di un locale trendy nel cuore di Manhattan e ai suoi clienti ricchi e modaioli non va proprio giù di non poter accendere una sigaretta quando pare a loro. Donatella e il suo socio David Burke hanno deciso allora di parcheggiare una limousine bianca, modello «stretch» lunga quasi nove metri, davanti al loro ristorante sulla Sessantunesima Strada. I fumatori si ritrovano tutti nel lussuoso salottino della limousine, con tanto di sottofondo musicale e drinks a disposizione. Qualche altro ristorante ha trovato soluzioni altrettanto creative. Un locale di Chelsea per esempio ha riservato una stanza intera esclusivamente per i fumatori. Non si tratta però di una sala da pranzo per chi vuole gustare una sigaretta (cosa che la legge avrebbe proibito), bensì un salotto separato adibito esclusivamente a chi fuma: non vengono serviti nè cibo nè bevande, solo nicotina. A New York è proibito fumare praticamente dappertutto. Neppure negli uffici si può più tirare fuori una sigaretta. Ed è comune vedere capannelli di impiegati che davanti al portone dei grattacieli aspirano senza neppure più tanto piacere visto che anche sul marciapiede la gente li guarda con disprezzo come fossero dei paria. In qualche caso l'avversione generalizzata al fumo ha portato anche a qualche eccesso. In un edificio residenziale sull'Upper West Side era partita una causa nei confronti di alcuni inquilini che fumavano a casa loro. Ma tuttavia gli sfoghi d'aria a volte facevano penetrare l'odore di fumo in altri appartamenti. È proprio di questi giorni, vicino a Manhattan, la decisione delle autorità della contea di Suffolk di aumentare l'età minima per comprare e consumare sigarette da diciotto a diciannove anni. La norma, approvata attraverso referendum, è piaciuta alla vicina contea di Nassau che ora si sta muovendo per sottoporre la questione ai residenti e metterla ai voti.
Lo stato di New York e la California sono le regioni americane dove le leggi antifumo sono più severe, ma l'antifumo sta arrivando dappertutto negli Stati Uniti, con risultati più o meno soddisfacenti. E soprattutto con risvolti legali fra il ridicolo e il contorto. In Kentucky per esempio nella città di Lexington dallo scorso aprile non si fuma più. Lo ha deciso il consiglio comunale che ha proibito il fumo in bar e ristoranti. Ma quando le autorità hanno multato il bar The Curb per multipla violazione della legge la questione è finita in tribunale. Il giudice ha confermato la multa ma solo per la volta in cui il proprietario del locale stesso stava fumando dietro al bancone. Causa senza merito negli altri casi perchè la legge dice letteralmente che non è responsabilità del locale far spegnere la sigaretta agli avventori: chiedere a un cliente di smettere di fumare è sufficiente per non venire multati.
L'esempio più sorprendente di legge contorta viene dalla città di Greeley, nel Colorado, dove il consiglio comunale ha deciso che nei locali pubblici non si fuma. Ma quando il gestore chiede al cliente di spegnere la sigaretta questo ha diritto prima di finirla.

dal corrispondente