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Comune, 20 milioni in meno nel 2005


 PRATO. Venti milioni di euro in meno nella spesa corrente per il 2005. E’ questa la prospettiva, a conti fatti, delle risorse del Comune per l’anno prossimo. Una prospettiva tutta contabile: entrate - uscite, che non influirà quindi sulla compilazione del prossimo bilancio ma che per forza di cosa preoccupa non poco il sindaco Marco Romagnoli, già informato dalla ragioneria e il vice sindaco con delega al bilancio Roberto Bencini. Un’inizio d’anno con handicap, dunque.
 La parola chiave per districarsi tra numeri e tabelle del bilancio di assestamento approvato dal consiglio giovedì scorso è “straordinario”. Bilancio di assestamento straordinario, secondo le terminologia corrente della ragioneria del Comune, sta a significare che di “stutturale” c’è poco, cioè che l’equilibrio sul quale si reggono le diverse voci della contabilità attuale è estremamente precario.
 In sostanza - ma queste sono considarazioni già note - l’ammanco di spesa corrente necessario per equilibrare il bilancio al 31 dicembre prossimo, pari a 5 milioni e mezzo di euro, è stato recuperato grazie a risorse straordinarie: entrate una tamtum. Voce che ovviamente, fanno presente i contabili, l’anno prossimo scomparirà. In pratica il Comune di Prato come budget di entrate “strutturali”, reali, può contare su 145 milioni e 336 mila euro. Che arrivano a 150 milioni e spicci appunto con i 5 milioni e mezzo di euro di entrate straordinarie. La manovra che ha rimesso in sesto i conti si è basata però anche su ulteriori immissioni così da pareggiare le spese pari a 155 milioni e 281mila euro. I conti sono tornati in linea con l’aggiunta di quasi tre milioni di euro dei proventi delle concessioni edilizie recuperati in base all’applicazione delle legge 10 del 1977 - anche questi una tantum - e dallo spostamento di 2milioni e 240 mila euro dell’avanzo di amministrazione.
 Ecco già a questo punto si può tracciare una linea: i conti del 2005 partono con 5milioni e mezzo di euro in meno ai quali vanno sommati i quasi 3 milioni delle concessionmi edilizie. Totale 8 milioni e mezzo. E non solo, da sottrarre altri circa tre milioni di euro risparmiati grazie alla rinegoziazione dei mutui che però andranno in conto nel 2005, altri tre che dovranno essere destinati al rinnovo del contratti dei dipendenti pubblici a far data del 2004 e altri due milioni che risultano dall’addizione dei tagli compiuti per il 2004 ma che ridiventeranno voci di spesa l’anno prossimo. I numeri uno dietro l’atro danno un handicap preciso: 16 milioni e mezzo di euro in meno per la gestione della macchina comunale ai quali, ulteriormente, vanno aggiunti i fondi necessari per i trasferimenti (partecipate, società esterne ecc). Totale: 20 milioni di euro. Una cifra da capogiro, sulla carta, giudicata dai pessimisti «un dato strutturale incomprimibile». Di parere del tutto contrario la quota di ottimisti che invece punta sulla partenza da “zero” del bilancio con voci ancora tutte da inventare.
 In una situazione simile che le imposte comunali possano subire necessariamente un’impennata sembra quasi scontato. La trasformazione della Trasu (per la raccolta dell’immondizia) da tassa a tariffa provecherà un incremento già calcolato tra il 20-25%. Ancora ha definire, invece, l’aliquota Ici. La finanziaria ha scartato l’ipotesi di una rivalutazione degli estimi catastali che avrebbe “congelato” le inziative degli enti locali. Ora la scure torna in mano ai Comuni.
 Sul fronte degli investimenti la situazione non è migliore: resta l’incertezza sull’emendamento della finanziaria che per gli investimenti locali fissa il tetto dell’11,5% spalmato sull’ultimo triennio. Una “compressione” che concellerebbe dai bilanci di Prato 17 milioni di euro.
- Cristina Orsini

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