Benigni in Paradiso, Bush all'Inferno

I nuovi dannati? Innanzitutto «quel Berlusconi/che fece stupro di democrazia». E poi, all'Inferno insieme a lui, anche Giuliano Ferrara, Slobodan Milosevic, Vanna Marchi, Bruno Vespa, e George W. Bush. Salvati tra i beati invece Roberto Benigni e Don Milani, Rosy Bindi e Gandhi.
Si devono essere divertiti parecchio, Roberto Piumini e Altan, a scrivere e disegnare la nuova Commedia di Dante, immaginando il sommo poeta a esplorare la nostra contemporaneità disgraziata. E l'Alighieri, si sa, andava significando quel che il cuore gli «dittava dentro». Così, tra satira e parodia, Piumini e Altan si inventano una cinquantina di brani apocrifi e mai pubblicati della Divina Commedia.
Fingono che che Dante li abbia scritti in esilio sotto l'effetto anticipatorio del cocurnio, e che, percorrendo con Virgilio siti di preferenza infernali, il Fiorentino abbia fatto un balzo nel futuro e incontrato numerose maschere del nostro tempo, «osservando stupito o inorridito - spiega Piumini, che è poeta, scrittore e traduttore - l'articolato e fantastico esercizio della giustizia divina». Ma Piumini e Altan si divertono di più con le fiamme eterne, perchè di Paradiso, a dir la verità, c'è n'è poco: «E' che oggi viviamo comunque in un inferno - si giustificano - Il paradiso è solo per i promotori della democrazia, intesa come onestà dell'esistenza, capacità di misurarsi su lunghe distanze, su lunghi progetti, lealmente». E Roberto Benigni, tra i beati che ci fa? «Ci sta benissimo. E' anche un Paradiso fatto di allegria, oltre che di responsabilità morale - risponde Piumini - E poi Benigni mi assonava Dante, il toscano, la sua giocosità, la sua eticità».
L'Inferno, invece, è immenso e più facile. Ed ecco il nostro mondo, questo nuovo e inquieto millennio, ridotto in terzine con i suoi Bush, i suoi Berlusconi, e le sue poche anime belle, precipitato dentro i versi di un Dante inventato che però preserva intatta la capacità di punire e salvare. Roberto Piumini si è calato volentieri nei suoi panni, come in un gioco poetico e morale. Magnificamente, le tavole di Francesco Tullio Altan, l'inventore di Cipputi e della Pimpa, ci accompagnano in questo gioco semiserio che come ogni parodia ha un sapore agrodolce.

  • ROBERTO PIUMINI, FRANCESCO TULLIO ALTAN, "La nuova Commedia di Dante", Feltrinelli, pp. 132, euro 10