09 ottobre 2004 —
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Grosseto
GROSSETO. Ecco i ristoranti che sono segnalati questanno nella «Guida dellEspresso», in provincia di Grosseto. Di ognuno riportiamo lindirizzo, il telefono, un breve sunto della segnalazione e il prezzo indicativo di un pasto.
Ansedonia.
Locanda di Ansedonia. (via Aurelia, km. 145. Telefono: 0564.881317).
Prima vizia i suoi ospiti con focaccine calde e pani aromatizzati, poi presenta un menu dove i piatti sono un concentrato di sapori. Buoni i tagliolini di acqua e farina con cozze, cappesante e bottarga.
Conto intorno ai 45 euro.
Pitorsino. (Statale Aurelia, km. 140. Telefono: 0564.862179).
Qualcosa sta cambiando in questo locale dove sempre ci si ferma volentieri, tanto per uno spuntino maremmano, quanto per un pranzo completo allinsegna di piatti robusti e sapori schietti, accompagnati da buoni vini, locali e non.
Conto fra i 40 e i 60 euro.
Arcidosso.
Aiuole. «Località Aiuole, sulla strada fra Arcisso e S.Fiora. Telefono 0564. 967300)
Tutti i sapori dellAmiata in questo albergo ristorante. Si inizia con olive sotto pesto, poi spaghetti fatti in casa con sugo di funghi e salsiccia. Immancabile il cinghiale alla cioccolata. Formaggi e dolci si fondono nella ricotta alla crema di marroni. Il conto va sui 35 euro.
Campagnatico.
Locanda del Glicine. (Piazza Garibaldi, 6-8. Telefono: 0564.996490).
Il ristorante è allinterno di una antica locanda nel pieno centro storico. In cucina un giovane cuoco ha tradito le sue origini comasche innamorandosi di prodotti del luogo. Difficile non farsi tentare dagli antipasti.Tra i primi da assaggiare le zuppe; tra i secondi svetta la coscia doca in cottura tenera con verdure.
Conto attorno ai 45 euro.
Capalbio.
Fontanile dei Caprai. (Strada Marsiliana km. 7 da Capalbio. Tel. 0564.896526. Aperto venerdì sera, sabato, domenica e festivi).
Il palcoscenico è la macchia di Capalbio. Una romantica capanna ai limiti del bosco dove si può godere una cucina semplice, di sapori, che recita con diligenza un copione di pappardelle, acquacptta, buglione.
Il conto è attorno a 35 euro.
Il Frantoio. (Piazza della Provvidenza, 10. Telefono: 0564.896484).
Luogo bizzarro, quasi un concept store: è bar e ristorante, piccola libreria e negozio di abiti e accessori curiosi. Si mangia nella grande piccionaia, Carta dei vini fornita. Piatti di terra legati alle tradizioni della zona, ma cè anche bistecca e pesce.
La spesa: attorno a 40 euro.
Maria. (Piazza Belvedere, 3. Telefono: 0564.896014).
Il locale, proprio sotto le mura storiche, vanta ospiti illustri. I crostini toscani sono antipasti imprescindibili, Tra i primi segnaliamo i tortelli di fagiano; tra i secondi la bistecca alla buttera.
Conto attorno ai 40 euro.
Castiglione della Pescaia.
LAndana. (Tenuta La Badiola, telefono 0564.940321)
Dta muovendo i primi passi, allinterno del raffinatissimo relais LAndana. Cunica toscana e maremmana tradizionale, esigente, semplice, autentica, in versione pensata e elaborata da Alain Ducasse, maestro senza pari.
Taverna del buco. (Via del Recinto 11. Telefono 0564.934460)
Allinterno della vecchia città, un locale rustico. Buone zuppe allantica; profumate e saporite le tagliatelle con acciughe sfilettate fresche, pomodoro e basilico, mirabili il filetto al Nobile di Montepulciano e la selezione dei dolci.
Conto intorno ai 30 euro.
Follonica.
Farniente. (Via Bertani, 14. Telefono: 0566.40530)
Un locale moderno, nato da un paio danni. Si mangia pesce perlopiù in preparazioni frsche e profumate. Il menu è spesso legato allumore del mare e dunque può cambiare giornalmente. Golosissimi i dolci, carta dei vini interessante.
Conto attorno ai 45 euro.
Grosseto.
Buca di San Lorenzo (Via Manetti, 1. Telefono: 0564.25142)
Il locale è ruicavato sotto le mura medicee, è gradevole e curato negli arredi. La cucina, basata sopratutto sul pesce, offre unampia scelta di preparazioni tutte corrette e non troppo elaborate.
Il conto è sui 40 euro.
Falco della Maremma. (Montepescali, via Garibaldi 66. Tel. 0564.3290690. Aperto solo la sera)
Lambiente è confortevole, il servizio fin troppo curato. Dalla cucina deliziosi piatti della tradizione, talvolta rivisitati. Salumi e schiaccia calda, pappardelle al cinghiale o al fagiano, coniglio, cinghiale al cioccolato.
Il conto va sui 50 euro.
Istia dOmbrone.
Terzo Cerchio. (Piazza Castello, 2. Telefono: 0564.409235).
La cucina è prevalentemente locale, ma il menu si è arricchito di qualche piatto di pesce come il salmone marinato per antipasto. Valgono da soli la sosta i tortelli maremmani al ragù. Ampia scelta di carni alla griglia.
Il costo è attorno ai 30 euro.
Magliano in Toscana.
Aurora. (Via Chiasso Lavagnini 12-14. Tel. 0564.592030).
Una cucina che affronta in modo impeccabile i piatti della tradizione ma si concede anche qualche innovazione. Fiori di zucca ripieno di caprino per iniziare, ottima pasta fatta in casa che diventa un contenitore eccezionale nei quadrucci ripieni di anatra accompagnati da tortellini con cipollotti, gnudi di patate, cinghiale in agroforte.
Spesa attorno ai 50 euro.
Da Guido. (Via Roma, 18. Telefono: 0564.592447).
Clima familiare. Lampia scelta dei piatti serviti in porzioni generose rispecchia la tradizione maremmana. Semplici ma saporiti i ravioli di patate al tartufo e il maialino al forno.
Il conto va sui 30 euro.
Massa Marittima.
Bracali. (Frazione Ghirlanda - Via di Perolla, 2. Tel. 0566.902318).
E il regno di Francesco e del suo estro. Un menu degustazione (a 100 euro) può guidare in un percorso fra le suggestioni stagionali, oppure ci sono le mille tentazioni della carta. Grande la lasagnetta croccante farcita alragù di maialino da latte su creama di patate alla lavanda sposata a un gelato di pinoli e aceto balsamico. Come il coniglio cotto sottovuoto e fritto con salsa di pecorino e ceci, o i ravioli di parmigiano e cioccolato bianco con salsa e sorbetto di fragola.
(Si spendono 110 euro)
Montemerano.
Caino. (Via della Chiesa, 4. Telefono: 0564.602817).
Della vecchia osteria è rimasto lo spirito che porta alla ricerca di buoni prodotti e la voglia di vedere il cliente che si alza dal tavolo contento. I piatti non sono mai casuali. Citiamo la trippa di baccalà con guanciale stufato di Cinta senese, gli gnudi di ricotta e germogli di ortica al burro e salvia, i ravioli di olio extravergine di oliva, colatura di alici, capperi e coutis di pomodoro. O anche la coscia ripiena di funghi, o lo spiedino che unisce il filetto alla mela, le barbe rosse e il patè di fegatini.
Il prezzo: 100 euro (menu degustazione: 90 euro).
Pitigliano.
Tufo Allegro. (Vicolo della Costituzione, 5. Telefono: 0564.616192)
Su due piani scavati nel tufo, buoni i crostini di fegatini con capocollo e gelatina di vinsanto, saporite le lasagnette ai carciofi. Fra i secondi: ben riuscito il carrè di agnello con le animelle.
Si spendono circa 43 euro.
Porto Ercole.
Il Pellicano. (Località Sbarcatello. Telefono: 0564.858111)
E la meta preferita del jet set che anima lArgentario durante lestate. Deliziosi languilla pressata con funghi su una declinazione di porro secco con leggera salsa di soia al balsamico e ravioli di astice conrosolaccio allolio extravergine doliva. Da provare il sanpietro con finocchi, cipollotti e salsa alla liquirizia.
Menu degustazione a 110 euro; alla carte sui 120 euro.
Saturnia.
Bacco e Cerere. (Via Mazzini, 4. Telefono: 0564.601235. Aperto la sera).
Cucina nel solco della tradizione maremmana: zuppe, acquacotta, cinghiale.
Conto attorno a 35 euro.
Seggiano.
Le Casacce. (Loc. Le Casacce. Telefono: 0564.950895).
Da ricordare il crostone di pane con pecorino squagliato e scaloppa di fegato, la zuppa di baccalà e prosciutto, lagnello.
Il conto va sui 35-40 euro.