A Sommalandia si divertono tutti


EMPOLI. Benvenuti al Mario Somma show. Programma dove il pubblico non si annoia mai. Almeno in queste prime sei giornate di campionato. Perché se sono i gol a fare spettacolo, il tecnico di Latina sa bene come mandare i suoi attaccanti in rete. L'Empoli, con 14 centri all'attivo, è il secondo miglior reparto avanzato della B, ma il dato significativo è che a bersaglio sono andati quasi esclusivamente i giocatori più offensivi: 6 gol di Tavano, 3 di Vannucchi, 2 Lodi e 1 di Gasparetto. A questo bottino va aggiunta la magia di Zanetti e l'autorete del salernitano Olivi. Il segreto? Nei movimenti del 4-2-3-1 di Somma. Sono i diretti interessati a confermarlo e a spiegarne il successo.
Un modulo nei numeri identico a quello adottato da Silvio Baldini, ma molto diverso nei contenuti. A partire dai compiti del trequartista. Come rivela Ighli Vannucchi. «E' davvero divertente - spiega l'ex del Palermo - giocare da fantasista centrale con Somma. In pratica sono una seconda punta e con certi movimenti riesco ad arrivare spesso al tiro. Non a caso ho segnato già 3 gol. Non mi era mai successo in passato di iniziare così bene la stagione. Dunque, c'è tanto degli schemi del mister in questo avvio strepitoso».
Passiamo agli esterni. Sulla sinistra c'è l'attuale bomber del torneo cadetto: Francesco Tavano. Un vero specialista dal dischetto. «Ho sempre calciato i rigori - dice il goleador - anche nel settore giovanile. Se ne ho battuti già 4 devo ringraziare i compagni. Vorrei sottolineare che i falli commessi sono frutti di inserimenti che studiamo durante la settimana. In questo Empoli niente arriva per caso. C'è un progretto tattico ben preciso».
Anche Francesco Lodi ha tratto enormi benefici dalle idee di Somma. «Per la prima volta in carriera - commenta il napoletano - gioca da esterno di destra e devo dire che è stata una mossa azzeccata. Da quella posizione posso entrare dentro il campo e liberare il mio sinistro. Il segreto di così tanti gol? Nei movimenti che ogni giorno proviamo sul campo. Gran parte delle nostre segnature, finora, sono arrivate da schemi collaudati. Ed è un segnale molto importante: la filosofia di gioco del mister è vincente e spettacolare».
Ed arriviamo all'ariete della formazione azzurra. Mirco Gasparetto è ormai un punto di riferimento fondamentale. «Il mister ha capito come sfruttare le mie qualità. Io non sono bravo a gettarmi negli spazi, ma so rendermi utile nelle sponde, nel proteggere la palla e nel servire i compagni. Il tecnico, insomma, è riuscito ad esaltare le caratteristiche di noi attaccanti».

Mario Moscadelli