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Loreto, poliziotta in fin di vita

 LIVORNO. E’ caduta a terra, all’improvviso, mentre faceva un servizio di pattuglia, a Loreto, nella piana di Montorso, dove ieri sono arrivati centinaia di migliaia di pellegrini per ascoltare il papa. Lei, Claudia, non ha detto una parola: un forte male alla testa, e senza neppure rendersene conto, la perdita di coscienza.
 Da quel momento non ha più riaperto gli occhi, il suo organismo non ha dato il minimo segno di reazione al malore. Con lei c’era il capo della squadra mobile di Livorno, Angela Marvulli, che di Claudia è amica da anni. Il ministero dell’Interno aveva chiesto rinforzi a tutte le questure d’Italia per l’evento di Loreto.
 Così da Livorno erano partite due persone. Marvulli, il dirigente, e Claudia, appunto, ragazza di 41 anni che è in polizia da più di venti, ha una grande esperienza e professionalità. Per questo Marvulli l’aveva scelta, come tante altre volte in servizi più o meno delicati.
 Erano partite da tre giorni, insieme, sull’auto messa a disposizione dalla questura di Livorno. Tre giorni di lavoro duro, e una voce da aggiungere sul curriculum e spinte da un forte attaccamento alla professione. Ma Claudia, il giorno prima del grande evento, è crollata.
 «Emorragia cerebrale», dice laconico il bollettino medico. «Le sue condizioni sono gravissime».
 In questura nessuno se la sente di pronunciare le parole «in fin di vita», ma questa sembra essere la triste realtà. Non dice nulla il capo di gabinetto, Paolo Rossi: «Mi hanno avvisato poche ore dopo», dice Rossi, «sono in vacanza, quella telefonata mi ha stravolto.
 L’ho avuta con me tanti anni alla squadra mobile, prima era alle Volanti, una ragazza sulla quale puoi contare in qualsiasi momento. Da tempo si occupa, sempre per conto della squadra mobile, dei reati contro i minori.
Incarichi che vengono dati solo a persone che hanno qualcosa in più rispetto agli altri».
 E’ stravolta Angela Marvulli, che era insieme a lei in servizio. Parla con i colleghi a Livorno e li tiene aggiornati sulle condizioni della donna.
 Prima di ripartire per Roma, dopo la messa del papa a Montorso, anche il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha voluto incontrare nell’ospedale di Ancona (dove la donna è ricoverata) i familiari dell’agente: Pisanu si è intrattenuto con la madre e il fratello della poliziotta ai quali ha espresso la sua vicinanza e solidarietà.
 Il questore di Ancona è in contatto con i medici, tentati più volte di chiedere l’autorizzazione all’espianto degli organi.
 «La situazione è grave», spiega da Livorno Pietro Paolo Persichelli, vice della Marvulli, «non sappiamo altro. E’ stata subito soccorso e portata nel centro di rianimazione di Ancona, ma le sue condizioni non sono affatto migliorate dal momento del ricovero».
 41 anni, Claudia vive a Pisa con la madre, che è vedova da alcuni anni.
 La sua carriera fino a oggi è targata Livorno, dove ha maturato importanti esperienze professionali che l’hanno portata a lavorare su più fronti, dall’ufficio prevenzione, alle indagini sui traffici di droga e quelle di violenze sui minori.
Quasi sempre battaglie, mai così dure come questa: quella contro la morte.

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