28 agosto 2004 —
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sezione:
Piombino
PORTOFERRAIO. Da ieri Marco Regano, 39 anni, cognato di Tiziano Nocentini, patron del gruppo Conad allElba, non è più agli arresti domiciliari. Il tribunale del riesame di Firenze ha revocato il provvedimento restrittivo che era entrato in vigore il 16 giugno. Era stato il secondo degli imputati, dopo lex sindaco Giovanni Ageno, ad ottenere gli arresti domiciliari dopo essere finito al carcere le Sughere di Livorno nel blitz scattato il primo di giugno. Regano è di nuovo libero e avrà, una volta la settimana, lobbligo di firma.
Regano che occupa un posto di rilievo nellazienda della famiglia Nocentini ha riacquistato la libertà dopo alcune settimane trascorse agli arresti prima in carcere e poi ai domiciliari. Marco Regano è uno degli imputati coinvolti nellinchiesta Pacaelmo. É accusato insieme allex sindaco di Portoferraio Giovanni Ageno, al figlio di questi, Nicola, allex assessore Alberto Fratti e allex dirigente comunale Sandra Maltinti, di partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio nellindagine della procura di Livorno sugli illeciti a Portoferraio.
Nellordinanza con la quale il Gip Sandra Lombardi motivò lesecuzione della custodia cautelare si parlava esplicitamente di benefici elettorali a vantaggio dellex sindaco in cambio di favori per gli imprenditori.
A Regano, in questa indagine molto complessa condotta dal sostituto procuratore Roberto Pennisi e che vede sotto inchiesta politici, imprenditori e dirigenti comunali portoferraiesi, è contestato solo il reato di partecipazione allassociazione a delinquere. In particolare, secondo gli inquirenti, gli arrestati avrebbero commesso reati con riferimento allo strumento urbanistico, approvato dall amministrazione comunale di Portoferraio. Secondo laccusa le altre persone arrestate «avrebbero costituito unassociazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati: abuso in atti d ufficio, falso in atto pubblico, peculato, concussione, corruzione e violenza privata; tutti in violazione dellarticolo 86 del testo unico delle leggi per la composizione e lelezione degli organi delle amministrazioni comunali».
Non è escluso che nei prossimi giorni lo stesso provvedimento, revoca degli arresti domiciliari, venga esteso anche ad altri imputati dello stesso filone dellinchiesta.