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Marco Regano torna libero revocati gli arresti domiciliari

 PORTOFERRAIO. Da ieri Marco Regano, 39 anni, cognato di Tiziano Nocentini, patron del gruppo Conad all’Elba, non è più agli arresti domiciliari. Il tribunale del riesame di Firenze ha revocato il provvedimento restrittivo che era entrato in vigore il 16 giugno. Era stato il secondo degli imputati, dopo l’ex sindaco Giovanni Ageno, ad ottenere gli arresti domiciliari dopo essere finito al carcere le Sughere di Livorno nel blitz scattato il primo di giugno. Regano è di nuovo libero e avrà, una volta la settimana, l’obbligo di firma.
 Regano che occupa un posto di rilievo nell’azienda della famiglia Nocentini ha riacquistato la libertà dopo alcune settimane trascorse agli arresti prima in carcere e poi ai domiciliari. Marco Regano è uno degli imputati coinvolti nell’inchiesta Pacaelmo. É accusato insieme all’ex sindaco di Portoferraio Giovanni Ageno, al figlio di questi, Nicola, all’ex assessore Alberto Fratti e all’ex dirigente comunale Sandra Maltinti, di partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio nell’indagine della procura di Livorno sugli illeciti a Portoferraio.
 Nell’ordinanza con la quale il Gip Sandra Lombardi motivò l’esecuzione della custodia cautelare si parlava esplicitamente di benefici elettorali a vantaggio dell’ex sindaco in cambio di favori per gli imprenditori.
 A Regano, in questa indagine molto complessa condotta dal sostituto procuratore Roberto Pennisi e che vede sotto inchiesta politici, imprenditori e dirigenti comunali portoferraiesi, è contestato solo il reato di partecipazione all’associazione a delinquere. In particolare, secondo gli inquirenti, gli arrestati avrebbero commesso reati con riferimento allo strumento urbanistico, approvato dall’ amministrazione comunale di Portoferraio. Secondo l’accusa le altre persone arrestate «avrebbero costituito un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati: abuso in atti d’ ufficio, falso in atto pubblico, peculato, concussione, corruzione e violenza privata; tutti in violazione dell’articolo 86 del testo unico delle leggi per la composizione e l’elezione degli organi delle amministrazioni comunali».
 Non è escluso che nei prossimi giorni lo stesso provvedimento, revoca degli arresti domiciliari, venga esteso anche ad altri imputati dello stesso filone dell’inchiesta.