L'impero immobiliare di Vieri

PRATO. Christian Vieri mette i soldi nel mattone. Non sotto, ma dentro il mattone, nel grande business che ha svuotato i conti correnti bancari e riempito le tasche degli immobiliaristi. Il bomber è il testimonial più lampante della fregola che ha preso i pratesi da qualche anno a questa parte: comprare, comprare, comprare; mettere i soldi al riparo dall'inflazione, sottrarli alle grinfie delle banche e ai rischi delle borse. Dal 1999 a oggi, Vieri - tramite il suo braccio operativo, la madre Christiane Rivaux - ha primeggiato nella corsa al mattone rastrellando appartamenti, garage, fondi commerciali, capannoni.
Del resto per comprare servono i soldi. E a Vieri non mancano. E' di gran lunga il maggior contribuente pratese - 9,82 milioni di euro dichiarati nel 2002, di cui 4,4 di introiti pubblicitari, ottavo calciatore più ricco al mondo secondo France Football - è ancora giovane ed è legato alla sua squadra, l'Inter, da un contratto d'altri tempi che gli frutterà 7,5 milioni a stagione fino al 2006. Una macchina da soldi che opera secondo uno schema collaudato: lui segna, la madre mette all'incasso (mentre al 740 provvede il commercialista Roberto Natali, che dal suo studio di via Mozza sul Gorone governa sull'intreccio di società).
Nella "Vieri spa" Christiane Rivaux, detta Nathalie, francese nata a Casablanca, 55 anni ben portati, è presidente, amministratore delegato, amministratore unico. Insomma, tutto. Sono intestate a mamma Vieri le società che hanno investito nel business immobiliare: la prima di tutte, la Christiane Rivaux sas e C., costituita nel 1996, agli albori della carriera del figlio; poi l'Immobiliare Veronica, dedicata alla figlia, la Ptl, in società con la piacentina Maria Teresa Ferri, la Sunny e la Bifolchi srl, l'unica del mazzo nella quale compare anche Christian Vieri.
Tramite l'accomandita di famiglia, Vieri ha acquistato 14 appartamenti in due distinti blocchi: quattro appartamenti in via Cialdini - una traversa di via Strozzi - rilevati fra l'aprile del 1999 e il febbraio del 2000; e, più recentemente, 10 alloggi in via Martiri delle Foibe, traversa di via Bologna (due sono stati poi venduti agli inquilini).
Attraverso la Christiane Rivaux sas il bomber ha anche fatto acquisti in via Cavallotti, rilevando due piani del palazzo all'angolo con via San Giorgio: quello terreno, occupato da due grandi fondi commerciali, e il primo piano, tutto uffici.
Christian Vieri ha poi comprato dagli immobiliaristi Marco Belli e Fabrizio Conti il capannone ex-Lancia Giovannelli, in via Pistoiese, dove si è insediato il supermercato Sma: lo strumento, stavolta, è stata la Sunny srl. Si aggiungano al già vasto impero immobiliare del centravanti altre proprietà sparse fra Milano, Parigi e la Costa Azzurra.
Tutti investimenti immobiliari puri. Solo in un caso Christian Vieri si è fatto trascinare da ragioni affettive: acquistando nel luglio 2001 dall'imprenditore Arnolfo Biagioli la "Casa dei Bifolchi", destinata a diventare il suo buen ritiro quando appenderà gli scarpini al chiodo. Abbarbicata sul fianco dela Calvana, la Casa dei Bifolchi è in una posizione stupenda. «Dei Bifolchi mi piace la tranquillità unità alla vicinanza alla città. Mi ricorda l'Australia e i suoi grandi spazi» ebbe a dichiarare Vieri nell'intervista rilasciata l'anno scorso a «Notizie Nostre», il mensile degli ex allievi del Buzzi. I lavori, che erano stati fermati per un presunto abuso edilizio, sono a buon punto. La Casa dei Bifolchi diventerà una villa mentre l'abitazione addossata ospiterà il casiere. Il progetto prevede anche una piscina e una sala fitness nel seminterrato (ma non il campo da tennis, cancellato per problemi paesistici).
E pensare che quando, quattordicenne, arrivò a Prato dall'Australia, Christian Vieri non aveva neppure i soldi per l'aereo. Fu il presidente del Santa Lucia, Becheri, a pagargli il biglietto. Ora Vieri l'aereo potrebbe regalarlo a tutta la città.