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Il caro petrolio affossa le Borse

 MILANO. Un venerdì nero per tutti i mercati. Seduta tormentata per le principali Borse europee, pesanti già in avvio sulla scia dell’andamento negativo delle piazze asiatiche. Queste ultime avevano infatti reagito, all’indomani di uno sprazzo d’ottimismo durato un solo giorno, all’ennesimo balzo del greggio a seguito del blocco dei conti correnti di Yukos deliberato dal governo di Mosca. La tensione sui mercati, dovuta al timore di una ulteriore accelerazione del greggio, ormai in corsa verso i 50 dollari per barile, è successivamente cresciuta con i dati macroeconomici Usa del primo pomeriggio. Tra questi un deludente bilancio dei nuovi occupati nel mese di luglio, interpretato come segnale di un arresto della crescita economica.
 Così, dopo che Tokio aveva chiuso in calo dello 0,80% e mentre gli indici di Wall Street nel pomeriggio hanno imboccato la via del ribasso, quelli europei si sono immediatamente adeguati, perdendo ulteriore quota e determinando anche nel corso della seduta odierna un vistoso passo indietro rispetto ai rialzi di due settimane fa.
Risultato, in poche ore di scambi si sono bruciati 125 miliardi di euro.
 A segnare il maggior calo, i titoli dell’industria tecnologica, che hanno reagito negativamente alle previsioni sulle richieste di microchip, condizionate dal clima pesante sull’economia scatenato dalla corsa pazza del greggio.
 Ad Amsterdam hanno segnato duramente il passo Getronics (-5,06%) e Philips (-4,72%), insieme ad Asml Holding, che ha ceduto il 3,01%. Segno meno a Francoforte per Infineon (-3,97%), in linea con il calo netto del 4% per Stm a Parigi.
 Sotto pressione a Stoccolma Ericsson (-4,95%) e Nokia (-4,19%).
 Vera e propria debacle anche per il settore turistico e dei trasporti, che ha visto in British Airways il titolo più colpito (-6,06%).
 Ha fatto eccezione al tracollo generale Barclays (+3,90%), protagonista a Londra di uno straordinario rialzo.
 A Milano Fiat (-3,41%) si è mossa in linea con i rivali europei, mentre Rcs (-3,85%) ha scontato il parere positivo sul riassetto azionario del gruppo editoriale espresso dalla Consob, che ha escluso un obbligo di Opa da parte degli azionisti del patto di sindacato. Deboli anche Mondadori (-2,88%), Mediaset (-2,82%) e L’Espresso (-1,74%).
 Pesante anche il listino tecnologico Numtel, caratterizzato dalla giornata negativa di Tiscali (-2,41%), all’indomani del cda che ha deciso un processo di dismissioni che potrebbe arrivare a 250 milioni euro a copertura di un bond in scadenza nel 2005.
 Segno meno per i bancari con Intesa (-1,39%), Fideuram (-3,15%), Bnl (-1,38%) e Capitalia (-2,92%).
 In difficoltà l’energetico Enel (-1,10%) dopo il netto calo della vigilia a seguito alla conferma da parte del Tesoro del prossimo collocamento di una nuova tranche di azioni.
 Decisa flessione anche per le Eni (-1,44%), per la controllata Saipem (-1,43%) e per le Edison (-1,66%).