Crisi di giunta, l'Udc sbatte la porta

LUCCA. Fuori dalla giunta. Appoggio esterno critico, delibera per delibera. Non ha dubbi la direzione comunale dell'Udc che, compatta, reagisce allo schiaffo del sindaco che non ha inserito assessori centristi nel nuovo esecutivo. Tredici a favore, un astenuto e uno contrario (il suocero dell'assessore Giorgetti, Strambi) i voti sul documento della direzione contro il quale tuonano però gli ex assessori Udc Giorgetti e Bertani (come vediamo a fianco), anche se la direzione del partito sostiene di non aver fatto parlare il primo in qualità di assessore perché assessore non è più: «Vada a ringraziare il suo amico Fazzi».
Non sarà facile per Pietro Fazzi ricucire il rapporto con l'Udc, molti esponenti del quale hanno fatto presente al segretario provinciale Paolo Canozzi che in questo momento pare poco opportuno l'incarico ricevuto dal sindaco in "Lucca Holding".
Osservazione alla quale Canozzi sarebbe pronto a rispondere rinunciando al posto, se dovesse essere interpretato dal partito come una mossa di Fazzi per portare dalla sua parte anche il segretario centrista.
Intanto tiene banco il duro documento approvato dalla direzione comunale, presenti il segretario regionale Nedo Poli, il presidente regionale Giuseppe Del Carlo e Canozzi.
Per l'Udc le nuove nomine di Fazzi «sono avvenute prima ancora che sia concluso il percorso della verifica e nonostante che i segretari e i coordinatori provinciali e comunali di maggioranza avessero richiesto di rilanciare l'iniziativa politica per nominare l'intera giunta di 12 membri rappresentativa di tutte le forze di centro destra. Fatto che si è verificato nell'assenza assoluta dei principi di collegialità e di pari dignità di tutti i partiti della Cdl».
L'Udc vuole recuperare «un rapporto più proficuo con associazioni, categorie e cittadini affinchè si affermi e si rafforzi una cultura di governo aperto al dialogo e alla concertazione» e pur confermando la propria appartenenza alla Cdl «respinge con forza i tentativi esterni di dividere il partito per limitare l'autonomia e renderlo subalterno all'egemonia del più forte, come dimostrano le singole presti di posizione strumentali di questi giorni».
I centristi vogliono che sindaco completi «sollecitamente il confronto sulla verifica restaurando una vera collegialità sulle scelte fondamentali nel rispetto delle indicazioni dei partiti e dei gruppi consiliari». Nell'attesa di risposte «l'Udc passa da subito all'appoggio esterno, valutando di volta in volta i singoli provvedimenti».
Di assessori nel documento non si parla, ma arriva la conferma che in ogni caso non sarebbero più Giorgetti e Bertani quelli indicati dal partito. Ieri sera la situazione è stata esaminata dalla direzione provinciale in un'altra riunione non priva di tensioni.
M.I.