E Livorno vedrà le pietre dello scandalo

LIVORNO.Gli artisti si chiamano Pietro Luridiana, allora studente di ingegneria, Michele Ghelarducci, Francesco Ferrucci, aspirante medico (oggi lo fa per davvero) e Michele Genovese. Insieme a loro un ex portuale, Angelo Froglia, poi deceduto. E' a loro che il Comune per la prima volta dedica la mostra sulle famose teste di Modigliani false.
«Ma dai, la facciamo noi la testa», disse Luridiana mentre il Comune aveva ordinato di dragare il Fosso Reale. «Così tutti vedono la pietra e battono le mani». Oggi se la ritrovano esposta a Effetto Venezia, in occasione dei 20 trascorsi dallo scherzo.
La mostra è allestita alla Bottega del Caffè, dall'1 all'8 agosto.
Per qualche strano caso del destino (e qui si capisce come mai la città di Livorno e l'artista Modigliani non si sono mai piaciuti) anche le teste false, quelle che fecero sputtanare e chiedere pubblicamente scusa il fior fiore di critici d'arte italiani, sono rimaste nascoste per 20 anni.
C'è un solo precedente, una mostra a Lugano, in Svizzera, poi sono state sigillate nuovamente negli archivi del Comune, e da lì mai più tirate fuori. Ci sono voluti gli iscritti all'associazione dei lavoratori comunali a fare sì che si potesse fare la mostra, oltre agli appelli lanciati dal nostro giornale. «In realtà», spiega Maurizio Mini, membro dell'associazione e impiegato all'ufficio stampa del Comune di Livorno, «l'idea l'avevamo in testa già da maggio, prima che Il Tirreno facesse l'appello. La difficoltà sono state le elezioni, la fine di una giunta e l'insediamento di un'altra, ma nonostante tutto ce l'abbiamo fatta. Negli ultimi quindici giorni abbiamo sistemato le pratiche burocratiche, le autorizzazioni e la stipula dei contratti assicurativi, e da sabato le "vere false teste di Modì" saranno esposte alla Bottega del Caffè. Ci tengo a precisare che l'esposizione è stata resa possibile grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale e della Soprintendenza ai beni culturali, cui spettano rispettivamente la conservazione e la tutela della memoria storica delle tre pietre».
La mostra è stata allestita in occasione dei venti anni trascorsi dalla burla che fece ridere tutta l'Italia. Da quel giorno Livorno si porta dietro la sindrome delle teste false di Modì. Forse è anche per questo che su quella pagina gli amministratori che si sono succeduti hanno chiuso un occhio. Certo è che l'iniziativa avrà un grande successo, questo lo possiamo prevedere con molta facilità e con scarse possibilità di errore.
E.L.