Sollecitato il decollo dell'Ato

CARRARA.Le organizzazioni sindacali confederali e di categoria si sono incontrate il 20 luglio scorso per verificare lo stato di avanzamento del processo di affidamento al soggetto gestore del servizio idrico integrato nell'Ato 1 - Toscana Nord.
In una nota firmata dalle segreterie regionali, ora i sindacati fanno il punto di quanto emerso in quella sede e chiedono ai sindaci dell'Ato 1 di predisporre gli atti per la costituzione della società e per l'affidamento del servizio e di aprire il confronto con le organizzazioni sindacali per discutere gli aspetti tariffari e generali del piano d'ambito, e gli accordi a tutela dei lavoratori.
Nella nota viene ribadita la necessità di dare attuazione, anche nell'Ato 1, ai principi contenuti nella legge Galli, procedendo alla riorganizzazione su scala territoriale della gestione di un servizio fondamentale come quello idrico e realizzando gli investimenti previsti. «Non ha fino ad oggi prodotto alcun risultato - spiega la nota - il percorso individuato nella delibera dell'assemblea consortile dell'Ato 1 del 19 febbraio, che prevedeva la costituzione, entro fine maggio, della società di gestione ad opera delle amministrazioni locali interessate ed il successivo affidamento del servizio idrico integrato, entro il 30/6/2004».
Un atteggiamento che risulta secondo i sindacati «inspiegabile alla luce degli impegni assunti dagli stessi sindaci, e penalizzante per i cittadini, di fatto condannati a veder slittare i tempi per la riorganizzazione territoriale della gestione, e per la realizzazione degli interventi di miglioramento del servizio (il Piano d'Ambito prevede l'attivazione di oltre 530 milioni di euro di opere)».
Penalizzati risultano essere anche i lavoratori «che permangono in uno stato di incertezza, organizzativa e di prospettive future, ormai da troppo tempo». Stesse osservazioni per aziende ed enti locali, anch'essi «costretti - prosegue la nota - ad un immobilismo che rischia di provocare pesanti ripercussioni sulla qualità del servizio erogato alla cittadinanza e in merito al quale i sindacati intendono mobilitarsi».