Da vittima innocente a killer della strada

Martedì 20 percorrevo con un mezzo di una associazione di volontariato la superstrada che porta a Livorno da sud con a bordo ragazzi disabili. La massima attenzione alla guida e alla velocità, quando improvvisamente in pochi chilometri ho preso due grossi spaventi.
Il primo appena passato lo svincolo in uscita per Castiglioncello dove inizia la discesa verso Quercianella, in cui la velocità si abbassa a 70 km (segnalata oltre ai normali cartelli da uno che dice «velocità con controllo telematico a distanza ecc.). Metto il mio mezzo a tale velocità e improvvisamente divento un grosso ostacolo per i «normali» che affrontano quel tratto a folli velocità.
Fortuna vuole che a circa 50 metri da me tutti si accorgono che vado «piano» così da passarmi senza problemi anche quando rallento ancora perché la velocità prima di Nibbiaia si abbassa a 60 km.
Ma il bello viene (anzi il brutto) al tunnel di Antignano dove all'ingresso e nell'interno continuamente si avverte con il cartello luminoso 50 km e lavori in corso.
Sono divenuto un ostacolo per auto, moto e camion in quanto trovandomi per loro quasi fermo ricevevo segnali luminosi per aumentare la velocità. Mi sono reso conto di quanto poteva succedere e con le fresche immagini dell'incidente di Roma del giorno precedente mi sono chiesto: vuoi vedere che se succede qualcosa il giorno dopo scrivono «incidente provocato da un mezzo che procedeva a bassa velocità?».
Ecco il perché del cambio nel titolo «da vittima innocente a killer e pirata della strada».
Aldo Fossetti