ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Populonia, la mia isola etrusca


Dalla piccola chiesa accanto al castello, fra il suono delle campane a festa, si è appena celebrato un matrimonio e i neo sposi si mettono in posa abbracciati per la foto ricordo. Sotto lo sguardo di un’elegante signora in bianco, che cammina per le stradine acciottolate del borgo etrusco, chiacchierando con artigiani e visitatori. Come una perfetta padrona di casa, attenta che tutto funzioni perfettamente.
 È Annalisa Gasparri, romana di nascita e napoletana d’adozione, la maggiore di sei fratelli, appartenenti alla grande famiglia dei Gasparri-Zeza che, nel lontano 1936, ha acquistato la piccola frazione di Populonia, preservandola nel tempo dall’invasione del cemento e da ogni possibile speculazione edilizia.
 «Durante l’anno abito in una casa nel centro di Napoli, una città che amo e dove sono cresciuti i miei quattro figli - afferma la Gasparri- spiegando che il suo lavoro invece, si svolge a Cerignola in Puglia, dove possiede un’azienda agricola e dove si reca anche tre volte alla settimana.
 «Ma il mio rifugio preferito, quello dove mi nascondo durante l’estate, è Populonia, un angolo di mondo a cui mi sono avvicinata da bambina e che ho imparato ad amare come l’unico luogo di vacanza, quello dove fuggire a ricaricarsi, il punto di riferimento per tutta la famiglia: figli, nipoti, fratelli, sorelle, cugine, ma anche amici».
 «Ho tredici nipoti - continua Annalisa - e adoro ritrovarli tutti qui, insieme ai loro cugini e agli amichetti, ogni volta che c’è il raduno dei Gasparri».
 Nelle case di Populonia, divise in appartamenti per tutto il nucleo, ci sono lunghe tavole per i pranzi, le cene e le merende: «Quando tutta la famiglia Gasparri si raduna, per le feste importanti, come, ad esempio, il compleanno di mammà - dice la signora Annalisa, accentuando l’accento napoletano -, siamo sessantaquattro, tolti i parenti che vivono all’estero e hanno perciò difficoltà a raggiungerci».
 «La nostra è una grande famiglia molto affiatata, nella quale l’amore è stato sempre messo al primo posto. Una famiglia dove, ad esempio, non si è mai discusso per interesse. Tutto ciò è molto bello e ne andiamo orgogliosi, perché l’accordo quando si è in tanti non è sempre facile».
 La Gasparri - che ci racconta con entusiasmo anche del suo lavoro di agricoltore, dei raccolti, del contatto con la terra, con gli odori, e con i rumori della campagna. E parla delle lotte con il tempo che a volte è nemico: cambia all’improvviso e in un batter d’occhio distrugge il lavoro di mesi -, spiega che Populonia è stata acquistata dal nonno, che girava in zona in cerca di appezzamenti. E afferma che, sia i figli che i nipoti, hanno fatto onore a quell’acquisto, tornandovi ogni estate e rispettandone le caratteristiche, senza tentare in nessun modo di specularvi, per trasformarlo in business.
 «Avremmo potuto andare in vacanza a Capri o a Ischia o in Sardegna e vendere Populonia o affittarla. Ma abbiamo scelto di venire qui, di goderla in pieno. Nel rispetto del luogo, che è un luogo magico, dove si vive in un’altra dimensione, senza intaccare in alcun modo la sua natura. Per noi Gasparri questo è un punto di riferimento familiare e oggi è così difficile avere punti di riferimento sicuri».
 «L’appuntamento per tutti - racconta - è ai primi di luglio, qualche volta anche in giugno, secondo gli impegni di ciascuno. Ci si ritrova, ci si riunisce, ci si festeggia. S’imbandiscono allegre tavolate in giardino per la sera e di giorno, se il tempo lo permette, si scende tutti verso il mare, località il Pino, un punto magico di scogli e verde verso Baratti, dove l’acqua è più blu e il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde e dai giochi dei bambini, che aspettano tutto l’anno l’arrivo dell’estate per ritrovarsi in quello che considerano il luogo delle fiabe e fare gruppo».
 «Le giornate a Populonia volano e anche le sere passano in fretta», dice la Gasparri, che è anche consigliere dell’Associazione culturale Amici di Populonia, l’ente che si occupa della valorizzazione del territorio archeologico e ambientalistico del comprensorio, sovvenzionando le università di Pisa, Siena, L’Aquila, La Sapienza di Roma e Venezia, per gli scavi nella zona.
 «Abbiamo spesso amici, che vengono a trovarci puntualmente e ci riuniamo a chiacchierare o ad ascoltare musica. Si è creata insomma, una specie di catena, a cui ogni anno si aggiunge un anello in più. E stiamo talmente bene nella nostra “isola etrusca”, che ci costa fatica perfino allontanarcene per fare shopping», afferma la signora Annalisa aggiungendo: «Populonia è un luogo davvero unico, anche se proteggerla dagli attacchi del tempo richiede molta attenzione. E’ il posto ideale per il relax, ma soprattutto per avere nuove idee».
 Come quella di una mostra a tema cioccolato che la signora Annalisa organizza ormai da tre anni e che a settembre, dal 25 al 26, abbinerà il dolce alimento al vino. A Populonia arriveranno per l’occasione sette maestri del cioccolato, provenienti dalle migliori pasticcerie italiane: la Conca d’Oro di Venturina, il Gay Odin di Napoli, Guido Gobino di Torino, De Bondt di Pisa, Marangoni di Macerata, Rizzati di Ferrara e Slitti di Monsummano Terme. E, durante la manifestazione, a cui collabora l’associazione “Amici di Populonia”, sono previste degustazioni motivate all’abbinamento cioccolato-vino, una cena a base di cioccolata e una lezione sul percorso di un chicco di cacao, dalla scoperta della pianta.
 «Ho incominciato a lavorarci dal mese di gennaio, contattando i cioccolatai, ma anche i produttori vinicoli - spiega la Gasparri - e sono molto soddisfatta dei risultati: la mostra riserverà parecchie sorprese e, soprattutto sarà un evento di stile. Per chiudere con eleganza e “dolcemente” l’estate».
- M. Antonietta Schiavina