Crisi a Nasa e Tirrena, lascia il responsabile risorse umane

MASSA.A soli cinque mesi di distanza dalle dimissioni dell'ingegner Tommaso Giunti, direttore di Tirrena Macchine con delega per Nasa, anche Roberto Lenzetti, responsabile delle risorse umane con delega ai rapporti sindacali, lascia il campo di battaglia su cui da mesi si consuma la vertenza delle due aziende dell'ex Dalmine. Ad inizio settimana, Lenzetti aveva dichiarato alla Rsa di Nasa e ai lavoratori che se giovedì non avessero ricevuto gli stipendi di maggio e di giugno, si sarebbe dimesso. Ieri alle tute blu di Nasa è stata pagata la mensilità di giugno (i lavoratori di Tirrena l'avevano già ricevuta); non quella di maggio, che manca ai dipendenti di entrambe le aziende. «Lenzetti, coerentemente con quanto aveva dichiarato - dice Pierpaolo Marchi della Rsa di Nasa - si è dimesso. Non è compito nostro accettare le sue dimissioni, ma per i lavoratori di Nasa quelle dimissioni erano efficaci già dalla sera di giovedì». Ieri mattina gli addetti di Nasa si sono riuniti in un'assemblea alla quale ha preso parte anche la Rsa-Fiom di Tirrena: è una dura requisitoria quella con cui le tute blu commentano l'entrata in possesso dello stipendio di giugno: «Lo abbiamo avuto sulla base di un ricatto - spiega Marchi dopo l'assemblea, riproponendo il punto di vista unitario dei lavoratori - c'è stato detto che o accettavamo di sbloccare le merci o gli stipendi sarebbero stati rispediti a Firenze. Questi sono i modi con cui l'azienda si relaziona con i dipendenti». I lavoratori hanno deciso di sospendere il blocco delle merci in uscita dallo stabilimento fino al 26 luglio, data in cui il presidente della provincia Osvaldo Angeli ha convocato il tavolo istituzionale, al quale siederanno l'assessore Raffaele Parrini, i sindacati, i consiglieri regionali e i parlamentari.
Da ieri, anche a Tirrena i lavoratori non ostacolano più l'uscita delle merci: «Sia chiaro: il conflitto rimane - dichiara senza mezzi termini Mario Del Moretto, Rsa-Fiom di Tirrena - togliamo solo il blocco fino al 26. Definisco vergognoso essere ricattati da un'azienda per avere lo stipendio». Parole ancora più dure, da parte dei lavoratori, per commentare il mancato pagamento della mensilità di maggio: «L'azienda non ci passa quello stipendio per dispetto - dice Marchi - si è irrigidita perché per ottenere la mensilità abbiamo tentato di cambiare l'assegno di garanzia di Casiello: cosa per altro che era stata prevista dall'accordo firmato al tavolo vertenziale. E' una rappresaglia».
G.M.