Colonnese, voglia di rimettersi in gioco

LIVORNO. Una vacanza livornese. Quella di Francesco Colonnese, 32 anni, 1,81 di altezza, 74 kg., svincolato dalla Lazio, soprannominato «Ciccio Colonna» dai tempi dell'Inter. Al sole di Quercianella con la fidanzata, la figlia del general manager dell'Olimpia Milano di basket, Gino Natali, un passato da giocatore nella vecchia Libertas, parla volentieri di calcio e di grandi propositi. Vuole il calcio che conta, punta dritto verso il bersaglio: quello di dimostrare che è ancora validissimo e che i soldi contano fino a un certo punto.
Come mai Quercianella e non sulla Costa Smeralda?
«Sono arrivato qui dalla Costa Azzurra con la mia ragazza. Conoscevo il posto e mi sono fermato. Il mare è stupendo e rispetto alla Sardegna c'è più tranquillità, un autentico relax.
Colonnese disoccupato. Come sta vivendo questa esperienza?
«Il mio contratto con la Lazio è terminato il 30 giugno. Sono pronto a rimettermi in gioco e a ridimostrare tutte le mie qualità perchè sono fisicamente a posto e non intendo scendere in serie B. La serie A è il mio vestito su misura».
Nella Lazio, però, nelle ultime due stagioni ha fatto poche presenze.
«Mi hanno messo da parte per altre ragioni: non ho accettato di prendere le azioni. E così sono stato emarginato».
Livorno sarebbe una piazza per lei?
«Le mie caratteristiche sono quelle di un difensore destro e centrale. Sono una mignatta sull'uomo, non gli do tregua. Ho una carica agonistica notevole, mi piace lottare e bloccare qualsiasi avversario. Livorno è in serie A, una piazza calda, e le mie ambizioni sono da serie A».
E' abituato ad avere degli ingaggi principeschi. Il Livorno non può fare il passo più lungo della gamba...
«Capisco determinate esigenze. I soldi passano in seconda linea. Non rincorro certo un ingaggio perchè grazie al cielo dopo aver giocato nella Roma, nel Napoli, nell'Inter, nella Lazio posso dire di aver raggiunto una tranquillità economica. Devono essere altre le garanzie che un giocatore deve offrire: le motivazioni, la grinta, l'attaccamento alla maglia. Io sono così. Precedenze assolute per chi mi vorrà interpellare».
Nella sua carriera ne avrà viste di tutti i colori...
«Ho avuto tantissimo. Una Coppa Uefa con l'Inter, campione d'Europa con le giovanili, venti presenze in Coppa dei Campioni. Non sono state tutte rose e fiori, ma credo che il mio bilancio personale sia positivo».
A Milano le hanno dato un soprannome curioso...
«Sì, mi chiamavano Ciccio Colonna. Un diminuitivo del mio nome e il fatto che ero un difensore arcigno e con un fisico bestiale».
Conosce qualcuno del Livorno?
«Ho giocato contro Lucarelli, Balleri, Ruotolo».
E Colomba?
«L'ho visto sulla panchina della squadra avversaria. Non posso dire niente sotto l'aspetto tecnico, ma è sicuramente una persona umana con un carattere sempre disponibile al dialogo».
Chissà che non possa diventare un suo giocatore...
«Aspetto una chiamata. Chi mi prenderà andrà sul sicuro. Porto in dote 180 partite in serie A e una grande voglia di rimettermi in gioco. Alla faccia di chi mi aveva messo in un angolo». (g. m.)