Pistoia e il medioevo raccontati da Natale Rauty

PISTOIA.Chi ama conoscere la storia di Pistoia non può prescindere dal medioevo, e neppure da Natale Rauty che da oltre 40 anni vi dedica studi e ricerche fondamentali. Appena ieri pomeriggio, nel saloncino del Palazzo De' Rossi, è stato presentato l'ultimo impegnativo volume dello studioso l'ottavo della biblioteca storica pistoiese, di casa e cose notre, «Pistoia, città e territorio nel medioevo», che potremmo definire la collana d'oro della «Società pistoiese di storia patria» di cui l'autore è tra i massimi collaboratori e soci. Si contano 376 pagine di testo precedute da una breve introduzione a cura dell'autore medesimo e note archivistiche e bibliografiche; e seguite da un indice tripartito coi nomi di persona, di luogo e dei luoghi e istituzioni, vie cittadine comprese. In tutto le pagine sono quasi 450 scientificamente proposte con 18 argomenti scelti dall'autore fra quanti egli ne ha rintracciati in vetuste e dimenticate pergamene, vestigie di chiese e castelli e negli stessi ruderi, affiorati per caso da una storia che era rimasta sepolta nelle foreste o camuffata da irrispettose e presuntuose sovrapposizioni.
E appena il caso di ricordare che il Rauty è l'autore fra l'altro del primo volume della «Storia di Pistoia» (Le Monnier, Firenze 1998) e che da buon ingegnere ha ricostruito le fondamenta della nostra civiltà cittadina. Quasi conseguenzialmente, ieri sera è toccato ai docenti dell'ateneo fiorentino Giovanni Cherubini e Anna Benvenuti presentare l'amico di viaggio nella storia.
È l'ennesima pubblicazione di cui si fa carico la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. «La scelta dei diciotto argomenti, riproposti in ordine cronologico e con minime varianti, offre alla fine un quadro compattato da un medioevo pistoiese estremamente difficoltoso (né potrebbe essere altrimenti), quanto però decisamente fervido. Fatica e decisione di fare devono essere stati i due termini entro i quali è avanzata la storia della città e del territorio. Rauty racconta delle sistemazioni fluviali e di castelli, ma anche di comunità rurali e di vita nei monasteri, obbedendo ante litteram ai criteri della storiografia attuale che fa prevalere la storia di vita, alla storia sociale ed alla storia delle grandi conquiste dei grandi papi e imperatori. Arriva a parlare di metrologia, del controllo delle misure, un tema che gli storici hanno finora sottostimato. Si concede solo, il Rauty, due excursus nella Pistoia romana e preromana. Tanto per ricordarci che il nostro medioevo è, insieme ad altre età, in ottima compagnia.
Paolo Gestri