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Ageno da ieri agli arresti domiciliari

 PORTOFERRAIO. Giovanni Ageno, l’ex sindaco di Portoferraio, 71 anni, arrestato il 1º giugno con l’accusa di associazione a delinquere, da ieri sera è agli arresti domiciliari. Per il Gip Sandra Lombardi, non ci sono più i pericoli che hanno reso obbligatoria la sua detenzione nel carcere delle Sughere: non può più inquinare le prove, nè reiterare il reato. Torna a casa l’ex sindaco di Forza Italia, restano in carcere gli imprenditori Tiziano Nocentini e Marco Regano, il figlio di Ageno, l’architetto Nicola, la dirigente dell’ufficio tecnico di Portoferraio Sandra Maltitinti e l’assessore Alberto Fratti.
 Ageno è sbarcato dalla nave della Moby Lines ieri alle 19. È tornato a Portoferraio, nella sua villa a Capo Bianco, il giorno dopo la sconfitta elettorale. «Sembrava tranquillo, ha salutato alcuni conoscenti e si è diretto al bar», raccontano alcuni portoferraiesi sbarcati con lui. Per Ageno e gli altri cinque indagati ora si aspetta le decisioni del tribunale del riesame. Lunedì, a Firenze, sono state esaminate le richieste degli avvocati di Nocentini, Regano e Maltinti. Fra qualche giorno si conoscerà la decisione. Sui sei indagati pesano accuse pesanti: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati: abuso d’ufficio, peculato, falso in atto pubblico, violenza privata, concussione, rivelazione di segreti d’ufficio, voto di scambio. Per il pm, Roberto Pennisi, i sei arrestati costituivano una «stabile struttura organizzativa politico affaristica». L’inchiesta ruota intorno al Regolamento urbanistico, il Piano del porto, il Piano del commercio. Per l’accusa una strategia «criminale» per acquisire controllo e gestione delle attività economiche e della amministrazione pubblica per il conseguimento di interessi privati.