Radiografia di un insuccesso

PRATO.All'indomani della retrocessione, l'interrogativo è uno solo: quali sono stati i motivi dell'annata disastrosa del Prato?
Portieri.Castelli, partito titolare, è stato epurato a metà stagione. L'ingaggio di Ardigò non ha contribuito a cambiare la situazione, per cui anche i più miopi si sono accorti che i problemi non erano tra i pali, bensì diversi metri più avanti. Da parte loro, sia Castelli che Ardigò sono stati tra i lanieri più positivi.
Difesa.Il reparto peggiore. La fascia destra si è rivelata da subito un vero dramma: Perico e Stefani non sono pervenuti, Nincheri è stato ingaggiato per poi essere lasciato libero, quindi Esposito si è dovuto inventare soluzioni diverse da partita a partita (Padoin, Lamonica, Belotti). Anche a sinistra ci sono stati vari cambi di uomini, con l'alternarsi di Gabrielli, Lonzi (scomparso a febbraio e mai più convocato), Dal Bello e infine Grego. Per quanto riguarda la coppia centrale, capitan Lamonica ha giocato la sua peggior stagione pratese, riuscendo solo a tratti a trovare smalto e lucidità, mentre Lamma, dopo essere stato in predicato di accasarsi in serie B, è apparso spesso svogliato ed è infine entrato in contrasto con la tifoseria. Belotti, arrivato a gennaio, ha dato sicurezza al reparto, poi anche lui si è spento. Insomma, i 46 gol subiti (media di 1,4 a partita) parlano chiaro e non necessitano di ulteriori commenti.
Centrocampo.Rendimento molto carente anche in mediana. Le fasce sono state nulle fino a gennaio, quando Manzini e Magnani hanno dato quantomeno un po' di vitalità; il settore centrale, invece, è sempre stato poco brillante, incapace sia di rifornire che di coprire con profitto. Padoin e Rinaldini non hanno mai ingranato, Sammarco è apparso generoso ma privo di idee, Breviario ha iniziato a giocare troppo tardi. In ogni caso, si è avvertita sovente la mancanza di un uomo di fantasia; Diamanti poteva essere l'erede di Morfeo, ma, dopo diverse prove incoraggianti, è stato sacrificato da Esposito sull'altare del 4-4-2 e non ha più giocato titolare.
Attacco.Forse il reparto meno colpevole. Inizialmente, con Sinato e Martinetti era davvero difficile segnare, e infatti il Prato si è affidato ai gol di Bernardi, autore di una stagione positiva. Ceduto Florean al Pavia, Toccafondi ha messo a segno il primo acquisto azzeccato, quello di Ligori (8 reti in 13 partite). Un centravanti molto bravo, che è però arrivato troppo tardi per poter salvare il Prato.
Allenatore.Anche Esposito non è esente da colpe. Il materiale a sua disposizione non era dei migliori, ma il tecnico laniero ha compiuto diversi passi falsi. Prima ha provato un improbabile modulo "Real", un 4-2-3-1 davvero improduttivo, quindi è tornato al classico 4-4-2 sacrificando Diamanti, prima schierato seconda punta e quindi uscito di squadra. Discutibile anche la gestione dei playout: in una doppia sfida da vincere, il Prato è sembrato troppo rinunciatario e ha finito per scendere in C2.
Edoardo Molinelli