E se la televisione fa male davvero?

CAVRIGLIA. «Nonno, mi raccomando, registrami i cartoni animati di Italia 1», si è raccomandato Samuele Secciani, 8 anni, con l'aria preoccupata e eccitata di chi parte per un lungo viaggio. Un viaggio singolare e incerto quello intrapreso da 74 ragazzi, dai 7 ai 12 anni, del comune di Cavriglia, un paese di 8mila anime tra Arezzo e Siena: vivere una settimana senza il piccolo schermo della televisione, del computer e dei videogiochi. Una sfida quasi da reality-show. A sfondo scientifico, però: l'università e l'ospedale Meyer di Firenze vogliono capire se il tubo catodico riduce la produzione dell'ormone della melatonina. Riduzione che potrebbe essere la causa del fenomeno della pubertà precoce riscontrata negli ultimi anni. Così, a partire da lunedì, i televisori e i computer di 74 famiglie sono stati spenti, sigillati. Telecomando e mouse nascosti dai genitori. Come la Nutella per i bambini obesi.
La tentazione è dietro l'angolo. Ne sa qualcosa Paola Brembilla, insegnante di materie letterarie alla scuola media Dante Alighieri di Cavriglia. «Professoressa, se ci scappa di accendere la tv che facciamo?», ha chiesto qualche ragazzo impaurito dalla sfida. «Pazienza, lo segnalate ai genitori e non succede nulla», ha risposto rassicurante la Brembilla. Sì, perché oltre al digiuno da video i 74 bambini devono ogni giorno portare a scuola il flacone delle urine, che verranno poi analizzate per verificare la quantità di escrezione urinaria della melatonina. Una sorta di controllo del doping televisivo. «Arrivano la mattina con i loro flaconcioni: quasi vergognosi», sorride la professoressa.
«A cena si parla».Per ora pare che nessun ragazzo abbia barato. «Le prime due giornate sono andate benissimo. Edoardo non si è mai lamentato. Magari è più faticoso per noi genitori perché la tv è una splendida baby sitter: è comodo piazzare i figli davanti al piccolo schermo. Invece con questo esperimento siamo costretti a riscoprire i veri valori, a parlare a tavola, a raccontarci quello che la tv mangia», spiega Ivana Pagni, madre di Edoardo Bighelloni, 9 anni, terza elementare. La tv spenta è un silenzio da riempire, un'attenzione che si affina. «Ho trovato mio figlio più partecipe. A cena di solito mangia veloce e poi si alza per andare in camera a guardarsi la tv. Ora invece rimane con noi genitori a tavola, fa domande, racconta la sua giornata», spiega Francesco Monti, il babbo di Federico, 5º elementare.
Le trasmissioni più viste.E i ragazzi? Per ora resistono alla grande. Anche Samuele Secciani che, per salvarsi in corner, ha chiesto al nonno di registrargli i cartoons preferiti. Anche Edoardo Bighelloni che per una settimana non potrà vedersi il calcio in tv, lui che non si perde una partita di pallone. Anche Francesco Bonci, uno ragazzo di 11 anni, che stravede per i documentari sulla natura. Anche Federico Monti che il venerdì sera fa tardi per ridere a crepapelle alle battute dei comici di Zelig. Anche Elena Pagnini, grande appassionata dei Carabinieri con Manuela Arcuri e Alessia Marcuzzi. Ragazzi e ragazze che mediamente si sciroppano 3 ore di tv al giorno. Cominciano appena svegli con i cartoni animati, proseguono quando tornano da scuola, poi non si perdono i quiz, Amadeus, telefilm come Il Settimo cielo su Italia 1 (la più vista dagli under 11) e brontolano quando papà spippola il telecomando per i tg.
Dalla briscola alla tombola.Resistono, i 74 bambini e ragazzi di Cavriglia, al digiuno tv, all'overdose quotidiana di piccoli schermi e di tubi catodici, anche per merito del loro sindaco Enzo Brogi che ha regalato loro, a scelta, Il piccolo principe di Saint Exupery e il gioco dell'oca per trascorrere le serate al riparo dall'invadenza dei cartoons, dei quiz, dei telefilm e dei comici. E anche grazie a genitori che si sono improvvisati autori di palinsesti serali alternativi e creativi a base di briscola e scopa, di scacchi e biliardino. Quello più articolato è il palinsesto studiato in casa Bighellini e Pagni. Settimana arciprogrammata. Lunedì inizio con un torneo di rigori nel salotto di casa, ieri sera serata culinaria, una sorta di «Prova del cuoco» con Edoardo, il figlio, impegnato a fare dolci, stasera torneo di scopa, giovedì quizzettone, venerdì sarabanda, sabato grande tombola e infine domenica grande torneo con varii giochi.
L'ultima sigaretta.E da lunedì tornerà il Grande Fratello ma non sarà come prima, sembra di capire. «Sono convinto che il nostro rapporto con la tv sarà molto diverso dal passato. Questo digiuno ci sta insegnando a riempire il silenzio di cose e discorsi nostri», spiega Bonci. «Sarà un po' come quando, dopo aver smesso di fumare, si prova a riaccendere una sigaretta. Non ha più il sapore di prima. E noi avremo la forza di spegnerla a nostro piacimento», racconta Monti.