Cercasi progetto culturale


LIVORNO. Fornire a chi amministrerà la città spunti e proposte culturali possibili. Con questo e altri obiettivi si è svolto al teatro del Porto in via Negrelli l'incontro che ha visto susseguirsi interventi dei rappresentanti di un buon numero di associazioni culturali livornesi.
«Si tratta del primo incontro per una proposta di politica culturale - ha detto Michelangelo Ricci, direttore artistico del nuovo teatro laboratorio - che consenta di creare un progetto capace di coinvolgere gli artisti troppo spesso isolati e in difficoltà per la mancanza di spazi e per meccanismi di mercato che escludono chi ha capacità. In seguito organizzeremo un forum sulla cultura e la politica». Si parte da un dato di fatto: la città vive un periodo di grande fermento, le associazioni culturali si moltiplicano ma manca un progetto comune. E a lanciare il primo messaggio è Filippo Papucci dell'associazione Todo Modo Musical: «Basta con la disgregazione. Contrapponiamoci all'omologazione imperante e facciamoci comuni portatori di una cultura che sappia sfruttare le opportunità e i finanziamenti. Uniamo le forze». Ma guai parlare di aggregazione. Per Massimo Paganelli, presidente di Armunia, «è un termine adatto alle pecore. E per raggiungere i nostri obiettivi non illudiamoci di poter fare una distinzione tra destra e sinistra. Di questi tempi non esiste. Il problema è che prevale una concezione agonistica del fare arte ed è questo che disturba. Come disturba la distinzione tra i luoghi di serie A e di serie B. Tra i primi il Goldoni in cui peraltro si è pensato bene di fare concerti come quello di Morandi, tra i secondi il teatro del Porto e altre piccole realtà». Radicato sul territorio è il centro don Nesi di Corea che già condivide l'esperienza del neonato teatro. «Abbiamo in comune un progetto - dice Rocco Pompeo - e vorremmo andare avanti perché la memoria di don Nesi non venga interpretata solo con nostalgia. Rivendicare una tradizione e un'identità vuol dire modernità, significa essere costruttivi. Occorre che questa molteplicità di luoghi entri in un sistema. Non si è mai capito quale fosse il progetto culturale della città e chi i soggetti da sostenere». Prende la parola anche l'assessore Alfio Baldi: «Abbiamo creato nuovi centri di opportunità e di servizi. Ma non dobbiamo guardare con diffidenza al Goldoni o al Palasport, che non distolgono l'attenzione sulle multiformi e variegate associazioni che lavorano nel sociale e per la cultura. Tra le novità ad esempio il centro Godzilla del quale abbiamo ottenuto il comodato d'uso e a settembre partiranno le attività». Tra gli interventi anche quello dell'ex assessore Marco Filippi: «Lo invidio Ricci, ha avuto il coraggio di fare una scommessa su un luogo in cui si potesse fare teatro, cultura e politica. La sfida è vinta».

Cristina Olivieri