Musei napoleonici, ritorno all'antico

PORTOFERRAIO.Un ritorno all'antico per i due musei nazionali di Napoleone Bonaparte quello di villa Mulini e quello di San Martino.
Intanto la bigliettazione. Non ci sarà più una società privata.
Se ne occuperanno gli stessi custodi, come avveniva in passato, prima che entrasse in scena (circa tre anni fa) una ditta che ne aveva ricevuto l'incarico da parte del ministero competente.
Una parentesi di gestione che si chiude senza lasciare rimpianti.
Anzi, il più delle volte, visto - il passaggio di consegne - come una formula che meglio si ritaglia sull'esperienze e sulle caratteristiche museali delle strutture dell'Isola d'Elba.
«Si tratta di un lavoro - rivela Claid Schiavo, rappresentante sindacale dei custodi delle due ville napoleoniche - che era stato ricoperto da noi. Ragion per cui non si dovrebbe trattarsi di acquisire nuove forme di professionalità».
E intanto si guarda alla promozione quella per rendere ancor più appetibili strutture museali napoloniche uniche del genere in Toscana almeno per numero di visitatori: seconde solo dietro agli Uffizi di Firenze. Qualcosa come 200mila visitatori all'anno.
«Le due residenze di Napoleone - dice la direttrice dei due musei, Roberta Martinelli - hanno da sempre rivestito un'importanza non indifferente nell'immaginario dei visitatori stagionali. Per confermare una simile tendenza, stiamo pensando ad organizzare una serie di iniziative che andremo a realizzare, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Portoferraio, nella prossima stagione turistica. S'inizierà con il maggio napoleonico, per poi pensare - conclude la direttrice - al periodo vero e proprio di maggior affluenza di visitatori all'Elba».
Si pensa a due distinte esposizioni ai Mulini e a San Martino.