il Tirreno — 02 marzo 2004
pagina 07
sezione: LIVORNO
LIVORNO. Sedute a pochi metri luna dallaltra, ci sono le militanti di Rifondazione comunista e le suore del quartiere. Nelle prime file, gli inossidabili animatori della sezione Ds respirano aria di festa. Impellicciata e pronta a scambiare due battute col sindaco, non è voluta mancare neppure Tina Andrey.
E gremita, la sala della Coop 8 marzo. Il battesimo del libro «Shangay», scritto dal deputato Marco Susini, è un avvenimento capace di attirare davvero il pubblico delle grandi occasioni. Impegni familiari hanno trattenuto a Roma Laura Diaz, mentre don Biondi è in ospedale per un piccolo intervento. Per il resto, non manca davvero nessuno: il secondo volume uscito dalla penna dellonorevole ex segretario della sezione comunista del rione è loccasione per una iniziativa politica che ha tutta laria di precedere non per caso di poche settimane lapertura della campagna elettorale.
«Da Shangay ho ricevuto molto, moltissimo», dice emozionato Susini introducendo liniziativa. E aggiunge: «Lesperienza in questo territorio mi ha insegnato davvero tanto. Ad esempio che è impossibile fare politica a tavolino, se non si sta fra la gente. Da quegli anni, dallormai lontano 1986, ho tratto una spinta morale ed una tensione ideale che ancora mi accompagna, nella mia attività di tutti i giorni».
Ricorda, lonorevole decollato dalla periferia nord, proprio come ha fatto nel suo libro, storie e persone. Alcune di queste non ci sono più: come Sergio Caioni, al cui nome la sala esplode in un applauso spontaneo, come Vincenzo Magrini e Gigi Norfini, i cui familiari commossi sono in platea e riceveranno, come tutti i personaggi citati nel libro, la copia del volume con dedica dellautore. «Shangay» però non vuole essere soltanto una celebrazione del Pci del quartiere, né solo della politica. Susini quando augura a don Teodoro Biondi di rimettersi in salute al più presto si lascia andare ad una esclamazione: «Altro che Bossi, noi ai preti vogliamo bene!», ed è una battuta ma solo fino a un certo punto.
Gli argomenti di discussione diventano il presente e il futuro del quartiere, lesigenza di non interrompere il processo di risanamento in corso ormai da anni. «Nessuno prima di Susini - dice il professor Giuseppe Nicolosi aprendo la giornata - aveva descritto il quartiere, la sua vita ed i suoi abitanti in questo modo». Ed è proprio questo che solletica linteresse di tanti cittadini comuni che riempiono la sala ascoltando fino allultima parola: il sindaco Gianfranco Lamberti, il presidente della sezione Ds di Shangay Vinicio Chiocchi ed il segretario Claudio Ceroni, prima delle conclusioni del segretario della federazione diessina Alessandro Cosimi.
Susini riceve decine di abbracci. E attorniato da quelli che nella seconda metà degli anni 80 furono suoi compagni di viaggio nella sezione di Shangay del Pci, a cominciare dal suo successore Wladimiro Del Corona, oggi presidente della Circoscrizione 1. «E un libro interessante - dice - e per niente banale. Contiene storie vere, che la nostra gente conosce e apprezza». Gente che non vuol saperne di andare a casa senza il libro sotto il braccio: tutto è finito in meno di due ore, ma dora in avanti una folta schiera di normalissimi cittadini livornesi trova il proprio nome nelle pagine di un libro. Dedicato addirittura al rione che qualcuno, appena pochi anni fa, chiamava Bronx. Ma neppure allora questo spicchio di umanità così particolare aveva perso lorgoglio di appartenenza al quartiere.
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Luciano De Majo