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Persi 11mila abitanti in dieci anni


 LIVORNO. Mai come adesso si gonfia la “bolla” del borsino immobiliare con quotazioni da fanta-mercato, mai come adesso la città ha cercato nella valorizzazione del mattone quell’iniezione di finanza come benzina per far girare il motore dell’economia. Eppure mai come adesso è in picchiata il numero degli abitanti: parola di Istat. Sono stati appena sfornati i dati definitivi dell’operazione censimento 2001: ha contato 156.274 residenti, oltre 11mila in meno rispetto a dieci anni prima. Una forbiciata del 6,7%. Ma se il confronto lo facciamo con il 1981 la batosta è ancora più forte: persi quasi 20mila abitanti, uno su nove. Peggio di noi solo quattro fra le 22 città toscane oltre i 30mila abitanti: Firenze, Pisa, Siena e Piombino.
 A dire il vero, i conteggi dell’anagrafe raccontano una realtà un po’ diversa. Il dato ufficiale sulla consistenza anagrafica non è ancora disponibile: a fine 2002 risultavano iscritti ai registri anagrafici 160.594 cittadini (76.630 maschi e 83.964 femmine), dodici mesi prima erano 160.906. Comunque, le prime indicazioni ufficiose riferite da fonti di Palazzo civico parlano di 160.840 residenti al 31 dicembre scorso.
 Mettiamo fra parentesi questa differenza di 4mila residenti: ne parliamo a parte. Resta in piedi, come confermano autorevoli studiosi, il raffronto fra i censimenti Istat: analoga è la metodologia di rilevazione delle presenze sia nel tempo (dall’uno all’altro decennio) sia nello spazio (fra l’una e l’altra città).
 Risultato: usciamo con le ossa rotte dai dati Istat. E’ solo in apparenza meno allarmante della cifra provvisoria uscita a caldo dai tabulati: a distanza di sei mesi dal censimento una prima elaborazione riferiva che eravamo precipitati addirittura a 148mila. Ma gli esperti sanno bene che i dati provvisori vanno presi con le pinze: invece adesso siamo in presenza dei definitivi ufficiali. Insomma, cifre che fanno “storia” (e standard di riferimento per qualsiasi intervento).
 Balza agli occhi che nella nostra provincia il patatrac demografico pesa tutto su Livorno città (anche se Piombino perde il 7,7% dei residenti e San Vincenzo quasi il 9%): il capoluogo vede sparire 11.238 abitanti (meno 6,7%), tutti gli altri Comuni della provincia aumentano di 1.056 residenti (più 0,6%).
 In realtà, forse il coperchio non si è ancora alzato del tutto. Gli indizi arrivano da almeno due aspetti.
 L’uno: l’impennata del pendolarismo. Basta dare un’occhiata di prima mattina per accorgersi della crescente fetta di popolazione che alla stazione ferroviaria o sulla Variante in direzione nord se ne va a lavorare altrove. Fra i dati del censimento 2001 ancora da elaborare c’è anche la mappa dell’andirivieni dei pendolari: saranno confermati gli studi che indicano un’uscita quotidiana di 9-10mila persone che a Livorno abitano (nel senso che qui dormono) ma vanno altrove a lavorare (nel senso che fuori passano gran parte della giornata).
 L’altro: crescono ma senza boom i Comuni intorno alla città capoluogo. Un po’ dappertutto sia i costi delle abitazioni che la voglia di una qualità della vita meno strangolata da traffico e smog spingono ad andarsene dalle città per prendere casa in campagna. La Caporetto demografica di Pisa, ad esempio, è su scala municipale assai più pesante di quella di Livorno: ma a leggerla in tandem con la forte espansione di San Giuliano e Cascina si capisce che qualche migliaio di famiglie si è spostata di dieci chilometri magari per subaffittare la casa agli studenti a prezzi superstar. Livorno no: aumentano un po’ sia Collesalvetti che Rosignano ma senza strafare. E alla resa dei conti, sia rispetto all’81 che al ’91, i tre comuni livornesi hanno nel complesso una perdita di popolazione pressoché doppia dell’analoga “triade” di Pisa e dintorni: (meno 5% in dieci anni, meno 8,9% nell’arco di un ventennio.
- Mauro Zucchelli