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Duello sul distretto sanitario tra Santa Maria e Bientina

 S. MARIA A MONTE. Uno degli obiettivi che si è posto quando ha fatto il suo ingresso nell’amministrazione è stato quello di potenziare il distretto sociosanitario. Antonio Di Rita, assessore alle politiche sociali a Santa Maria a Monte, in quota al Pdci, riassume così la strategia che lui e il resto della giunta guidata dal diessino David Turini hanno intenzione di mettere in atto.
 «Abbiamo discusso il problema del distretto - spiega Di Rita - ed è emerso che la prima necessità a cui dare una risposta è quella di avere un cardiologo. Ci sono richieste in tal senso e nel giro di breve tempo formalizzeremo la domanda all’Azienda sanitaria locale».
 La volontà espressa dall’assessore cozza con quanto il centrodestra ha detto nella campagna elettorale dell’anno scorso e con quanto va ripetendo. E cioè che la sede distrettuale di Santa Maria a Monte è destinata a essere depotenziata, a favore di quella della vicina Bientina. Dove - questo, stranamente, lo riconosce anche il centrodestra - c’è un sindaco diessino, Marco Braccini, il quale ha fatto in modo che l’Asl investisse sul distretto. Al contrario - attacca la Casa delle libertà - di quanto avvenuto fino a oggi a Santa Maria a Monte. Non solo: il Polo vede nel potenziamento della vicina Bientina una prova di una tesi più ampia. E cioè che Santa Maria a Monte, da una decina d’anni a questa parte, sta vivendo un periodo di netto declino.
 Assessore Di Rita, cosa risponde all’opposizione? È vera la storia secondo cui, a fronte del vostro desiderio di potenziamento, l’Asl potrebbe preferire Bientina a Santa Maria a Monte? «Dai colloqui avuti con i responsabili dell’Azienda sanitaria - risponde Di Rita - non è mai emerso nulla di tutto ciò. Né i cittadini mi hanno espresso timori di questo genere. Penso, piuttosto, che sia interesse del centrodestra dire cose del genere e insinuare paure tra la gente».
 Dunque, secondo Di Rita, è solo una manovra politica. Ma alla fine, assicura, il risultato sarà ben diverso. Perché se da un primo esame della situazione è emersa la necessità di avere un cardiologo, non è detto che ci si fermi qui.
 «A fronte delle esigenze e delle richieste che verranno dai cittadini - aggiunge l’assessore alle politiche sociali - potremo chiedere di avere anche altre figure specialistiche. Non è ancora un anno che questa giunta si è insediata, per cui dobbiamo sempre completare l’analisi della situazione».