21 gennaio 2004 —
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sezione: Economia
MILANO. La Ferrari vince ancora. Per il secondo anno consecutivo, è lazienda italiana più stimata dai manager delle mille principali società del mondo. Ma non ha ripetuto lexploit dellanno scorso quando, 41ª, entrò tra le prime 50 al mondo, guidate da General Electric. Il cavallino rampante è lunica italiana tra le 72 della classifica generale, ma si deve accontentare della 60ª posizione. La ricerca, della Pricewaterhouse-Coopers, per il Financial Times, sembra risentire degli scandali finanziari italiani. Del resto lo scorso anno il crac Enron aveva portato al minimo la presenza Usa, che ora si piazza di nuovo al meglio.
Ma la Ferrari può comunque andare orgogliosa: Luca Cordero di Montezemolo entra nella classifica mondiale dei manager, 34º. New entry anche Alessandro Profumo, di Unicredit, che gli si piazza davanti, 31º. Mentre Marco Tronchetti Provera, Telecom-Pirelli, è una conferma, ma è risalito dal 26º al 24º posto. Il primo posto resta a Bill Gates (Microsoft), 2º Warren Buffet (Berkihire), 3º Jack Welch (General Electric). Anche la classifica delle società è monopolizzata dagli Usa, con 8 tra le prime 12: General Electric, Microsoft, Ibm, Coca Cola.... Tra le top anche 2 giapponesi (Toyota e Sony), la tedesca Daimler Chrysler e la svizzera Nestlè. Italia solo nelle classifiche settoriali con Pirelli, Ferrero (alimentari), Gucci. Tra le italiane più stimate, dopo Ferrari, troviamo Pirelli e Luxottica, cioè tre società presenti sui mercati internazionali. Seguono Barilla, Ferrero, Benetton, Eni e Armani. Poi cè un gruppone di new entry: Generali, Unicredit, Della Valle, Merloni, Enel e Agip Petroli. Esce invece di scena la Fiat, che in passato figurava anche nella classifica imprenditori con Gianni Agnelli.
La ripresina. Intanto lindustria italiana mostra i primi cauti segnali di ripresa: lIstat segnala la crescita congiunturale a novembre per il fatturato e gli ordinativi, che però rallentano rispetto a novembre 2002. I dati Istat mostrano, nei confronti di ottobre, un aumento del fatturato del 2,8% e degli ordini del 2,2%. A livello tendenziale, vale a dire rispetto a novembre 2002, si registra, invece, una flessione dell1,2% per il fatturato (-0,5% sul mercato interno e -3,1% su quello estero) e del 3,8% per gli ordinativi (rispettivamente, -4,6% e -2,0%). Nei primi undici mesi del 2003, la diminuzione del fatturato è pari all1,0% (-0,4% e -2,2%), mentre quella degli ordinativi si attesta al 4,5% (-3,8% e -5,8%).
E un segno - commenta Luigi Angeletti, leader della Uil - di quello che già avviene in altri paesi. Un primo segno di ripresa, ma il vero problema è vedere dicembre che indicazione dà sullavvio dellanno.
Valutando in maniera molto rozza - è invece il commento di Guidalberto Guidi, vicepresidente di Confindustria - sembra che si sia interrotta la serie negativa e quindi si stiano concretizzando quei segnali che da tanto tempo notavamo in giro per il mondo ma non in Italia.