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EX SINDACI OFFRESI.Nella prossima primavera si andrà alle urne in 211 comuni toscani. Una tornata elettorale molto importante. E mentre impazza il toto-sindaco con i partiti che si dividono le poltrone, c'è chi si interroga sul proprio futuro professionale. Sono i sindaci in scadenza che, avendo già governato per due legislature, non possono essere rieletti.
Se i big possono aspirare ad un salto di carriera, destinazione Strasburgo (parlamento europeo) e Firenze (consiglio regionale), per molti sindaci il futuro è più incerto. L'indennità di fine mandato infatti corrisponde all'incirca a cinque salari mensili: 6.500 euro lordi per i sindaci fino a mille abitanti, 14mila euro per quelli alla guida di comuni tra i 5 e i 10mila abitanti per arrivare ai 25mila euro per le grandi città, tra 100mila e 250mila abitanti, tipo Prato e Livorno. Dopodiché o uno ritorna nell'azienda dove lavorava prima di fare il sindaco o spera in qualche presidenza di ente pubblico.
Tra i sindaci in cerca di futuro ci sono, tra gli altri, Gianfranco Lamberti(Livorno), Fabrizio Mattei(Prato), Gianfranco Simoncini(Rosignano), Vittorio Bugli(Empoli) e Monica Giuntini(Castagneto Carducci).

TOSCANO GUIDA L'IMPERO DI CL.E' toscano di Colle Val d'Elsa, in provincia di Siena, il nuovo direttore generale della potentissima Compagnia delle Opere (Cdo), il braccio economico di Comunione e Liberazione, il movimento cattolico di don Luigi Giussani.
Si chiama Sandro Bicocchi, 33 anni, sposato con tre figlie. Un emergente. A 27 anni dirigente della Parametric, una società quotata al Nasdaq, un anno dopo imprenditore in proprio e ora a capo della Cdo, che raggruppa 30mila imprese con oltre 500mila iscritti tra addetti e operatori del terzo settore.
Bicocchi punta a far proseliti nella sua Toscana, la regione dove pullulano piccole e medie imprese. Un proselitismo dall'impronta anche politica dal momento che Cl e la Compagnia delle opere sono schierate con il centrodestra.

DIEGO AL MASSIMO.Mentre dai verbali del crack della Fiorentina di Vittorio Cecchiè rimbalzata sui giornali l'accusa del presidente del Genoa Enrico Preziosiall'ex premier Massimo D'Alemadi avergli stoppato la corsa all'acquisto della società viola preferendogli Diego Della Valle, l'imprenditore marchigiano consolida i suoi rapporti con il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, dalemiano doc.
Proprio nei giorni scorsi Mr Tod's, su interessamento del sindaco, ha fatto un sopralluogo al complesso universitario di Sant'Orsola che da anni il comune di Firenze intende ristrutturare e rilanciare. Così come entro la fine del mese verrà definito l'iter per l'acquisto del nuovo centro sportivo della Fiorentina, una sorta di Milanello viola, che sorgerà in un vasto terreno del comune di Incisa, dove è sindaco Manuele Auzzi, fedelissimo di Domenici.
Mario Lancisi(firenze.it@iltirreno.it)