Grudina: Pisa, la mia seconda patria

PISA. Gianpaolo Grudina, nerazzurro a cavallo degli anni ottanta, seguirà con particolare affetto la partita di oggi. Sardo e fraterno amico di Mereu (l'ex tecnio della Torres, da poco esonerato, ora fa l'allenatore: «Dopo l'esperienza di Caserta andai con Adriano Lombardi ad Avellino per fare il preparatore di portieri e l'anno dopo ebbi dei contatti con il Pisa. La retrocessione ed il fallimento impedirono tutto. Dopo mi sono ritrovato a casa, forse si sono dimenticati di me. Ma io spero sempre di poter ripartire. È vero che sono allenatore professionista, però vorrei tornare al mio mondo: i portieri».
Che ricordo ha del periodo a Pisa?
«Bellissimo, penso i migliori anni della mia carriera. Ho avuto la fortuna di giocare un buon numero di gare in A, anche se retrocedemmo. Non lo meritavamo, producevamo molto gioco ma poi non la buttavamo dentro. Era un buon gruppo, con dei validissimi giocatori, però nel calcio vieni sempre punito per degli episodi. Ma comunque qualche soddisfazione me la sono tolta».
Magari parando quel rigore a Virdis?
«Fu una gara molto bella, riuscimmo a pareggiare 0-0 a San Siro contro il Milan. Però ci diedero contro un rigore e riuscì a pararlo a Pietro Paolo Virdis. Non capita tutti i giorni...»
Se le dico Cremona cosa le viene in mente?
«Quello fu un anno bellissimo. Partimmo male anche per i residui delle polemiche della famosa sentenza della Caf che ci rispedì in B, però pian piano abbiamo avuto la forza di recuperare e di conquistare la promozione. Ma non era facile, la Cremonese non aveva mai perso in casa, le bastava un pareggio. Eppure riuscimmo a vincere e ad andare in Serie A senza gli spareggi. Io poi avevo giocato solo due gare quell'anno, ed il venerdi prima della partita Alessandro (Mannini) si infortunò al dito e giocai io. Ho un ricordo vivissimo e fantastico».
Venendo all'attuale segue il campionato di Serie C1?
«Sì, e mi dispiace che il Pisa stazioni nei bassifondi. Merita di più come piazza. In questi anni mi è sempre dispiaciuto nel vederlo arrivare ad un passo dalla meta e fermarsi».
Che squadra è la Torres?
«Una buona squadra: la vittoria di Varese ha in parte riacceso gli entusiasmi e la fiducia. In casa da sempre battaglia, venderà cara la pelle».
Tornerebbe a Pisa?
«Ad occhi chiusi. Città bellissima, ambiente perfetto, un ottima piazza, tifosi fantastici. Un po' la mia seconda patria dopo la Sardegna».
La scheda.Gianpaolo Grudina (Decimomannu, 4 febbraio 1956), dopo l'esordio nell'Iglesias, (Interregionale) e tre anni senza presenze a Cagliari, è titolare nel 1977/78 alla Nuorese, semrpe in Interregionale. Seguono poi tre anni al Civitavecchia in C2, un anno a Grosseto in C2, un anno a Cagliari senza presenze, poi al Livorno dove subisce solo sette reti in trentadue gare. Ciò gli vale la chiamata del Pisa. Dal 1984/85 fino al 1988/89 Grudina disputa, in cinque campionati, ventisette gare di serie A e tre di serie B. A causa dell'infortunio di Alessandro Mannini, è lui che difende la porta pisana a Cremona. Poi gioca nella Casertana, due anni in C1 ed uno in B. Allena attualmente il Dolianova nel campionato di Promozione sardo.
Simone Martini