Tuffo in mare dal pontile per il benvenuto al 2004


MARINA. È diventato una leggenda grazie ai tuffi che ogni anno regala dal Pontile, il 1º di gennaio, alle 12 solitamente. Tuffi che brindano all'inizio del nuovo anno: dal lontanissimo 1948, Salvatore Tosi, classe 1923, non ha ancora perso il vizio di fare carpiati: dal trampolino (da lui stesso fabbricato) prende slancio e si butta per il piacere dei moltissimi curiosi, che seguono da sempre le gesta dell'arzillo signore.
Salvatore Tosi, originario di Alghero ma da 50 anni vive a Massa, da sempre nutre una profonda passione per il mare; subacqueo da sempre, decatleta, racconta di aver praticato ogni sorta di disciplina; ritratto della salute, alla faccia dell'età, che per l'anagrafe è un uomo di 80 anni e 3 mesi, ma visto lo spirito e la forte personalità, può benissimo competere con un ventenne, nel suo massimo splendore fisico. Una leggenda che si è coltivato anche grazie alle sue vicissitudini durante la seconda guerra mondiale.
Lui, ex-sommergibilista, caporale scelto, timoniere verticale, nella primavera del 1944 faceva parte dei militari scelti addetti ai 7 sommergibili italiani (Atropo, Dandolo, Da Procida, Mameli, Marea, Onice e Vortice) richiesti dalla Marina Militare degli Stati Uniti per addestrate le proprie navi alla lotta antisommergibile.
È pura storia bellica, e Salvatore Tosi è uno dei 4 superstiti, sopravvissuti allo speronamento dell'altro sommergibile italiano, il Settembrini che una notte nel novembre del '44 affondò a 10 miglia dalle Azzorre per un errore di manovra del cacciatorpediniere americano Frament.
Tra il terrore, e l'incredulità dello speronamento, avvenuto in maniera inspiegabile, Salvatore Tosi riuscì a trascinarsi lontano dall'impatto, seguendo le luci del caccia e a salvare, l'allora comandante in carica, Parodi.
Sotto le armi, ha avuto l'onore di rappresentare il nostro tricolore, ai campionati mondiali militari di tuffi, che si sono disputati alle Bermude nel '44, arrivando secondo.
«Fare i tuffi per me è prima di tutto una passione, un'attrazione a cui non posso resistere».
Passione che lo accompagnerà anche quest'anno, per il consueto tuffo, sperando però che sia l'amministrazione comunale e sia la Croce rossa possano essere parti attive di questa iniziativa che richiama tantissime persone.
Un personaggio conosciutissimo a livello locale ma che vorrebbe fare sentire la sua voce anche al di là del Tirreno, in Sardegna, dove ancora ha tanti amici.
Tosi negli scorsi anni aveva lamentato uno scarso interesse della vecchia amministrazione per l'evento, e per quest'anno spera in un maggiore coinvolgimento di tutti, fermo il punto visto il periodo, pieno inverno, che gli verrà concesso, come sempre l'ausilio dei sommozzatori, pronti ad intervenire in caso di necessità.
L'assessore allo sport, Fabrizio Paesi, ha promesso che «l'evento sarà organizzato nella maniera migliore» e la stessa Croce rossa si adopererà per conservare incolumità dello stesso sardo e farà in modo, come da desiderio dello stesso, che siano allestite delle cassettine dove sarà possibile fare piccole donazioni, che saranno poi devolute ai più bisognosi.
È stato lo stesso Tosi a farsi promotore dell'idea. «Con il ricavato di questa manifestazione potremo aiutare delle persone, quindi faccio appello al buon senso delle persone che verranno, di non andarsene senza nemmeno lasciare 10 centesimi».
Un buon esempio per tutti questo personaggio emigrato dalla bella terra sarda, che alla sua età trova ancora la voglia e la forza di mettersi in discussione, dando l'avvio all'anno nuovo a modo suo.

Andrea Berti