Csm, Ciampi difende i membri della Cdl

ROMA.«Ferma deplorazione» per l'accaduto. «Solidarietà piena» ai consiglieri laici della Cdl che, soddisfatti per l'intervento del Colle, hanno già ritirato le annunciate dimissioni. E poi l'invito «a porre in essere ogni misura idonea a garantire che episodi del genere non abbiano a ripetersi».
È stata dura la reprimenda impartita dal Quirinale al Consiglio superiore della magistratura dopo la bufera scoppiata sul caso Pizzorusso. Il messaggio del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, è stato recapitato ieri mattina nelle mani del vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni, che ne ha riassunto i contenuti durante l'assemblea plenaria di Palazzo dei Marescialli. A determinare il tempestivo intervento di Ciampi, che ha scongiurato una crisi istituzionale, la protesta scatenata dai laici della Cdl che l'altro ieri avevano minacciato di disertare in massa le riunioni delle commissioni, paralizzando di fatto i lavori dell'organo di autogoverno della magistratura. Motivo della protesta, la lezione tenuta ad un corso del Csm per uditori giudiziari dal professor Alessandro Pizzorusso. Nel documento di 23 cartelle finito nel mirino, il costituzionalista accusava il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (senza mai nominarlo) di avere fatto un uso privato del potere esecutivo e legislativo per bloccare i processi a proprio carico. E citando la contestata riforma del Csm, Pizzorusso metteva in dubbio anche l'indipendenza dei membri laici nominati dalla Cdl visto il loro «vincolo assai forte» col partito azienda guidato dal premier.
Placata la bufera, il vicepresidente Rognoni ha annunciato un'indagine interna che dovrà portare non all'individuazione di un colpevole, ma ad una maggiore vigilanza sui documenti distribuiti durante i corsi di formazione tenuti dal Consiglio. (n.n.)