PRATO. E vero, mangiano e invitano gli altri a mangiare nei migliori ristoranti di Prato, ma lo fanno soltanto «per mantenere ed accrescere il ruolo ed il prestigio del Comune». Dovere di ospitalità. Ragioni politico-amministrative. E quindi non cè da scandalizzarsi se ogni anno il sindaco Mattei, il vicesindaco Giacomelli, il presidente del consiglio comunale Milone e lintera giunta comunale, presentano un conto complessivo che si aggira intorno a 40mila euro.
Nel 2002 la cifra impiegata per le «spese di rappresentanza» è stata di 41.550, 47 euro, per il 2003 la spesa prevista si aggirerà intorno a 48mila euro. Troppo? No, il ragioniere capo del Comune, dottoressa Graziella De Castelli, precisa che entrambe le cifre sono al di sotto del limite fissato dalla giunta municipale. Ora, visto che il tetto viene stabilito dalla stessa giunta verrebbe da ribattere che, in realtà, potrebbe anche essere più basso. Ma non cè da essere maligni perché viene chiarito che «il limite, pari allo 0,03% della spesa corrente, fa rientrare Prato nella fascia di capoluoghi toscani con la minore quota destinata alle «spese di rappresentanza».
Nella ripartizione contabile a sindaco, vicesindaco e presidente del consiglio comunale viene assegnata per il 2003 la somma di 20mila296 euro. Anche in questo caso è dobbligo la precisazione: il denaro viene impiegato «per le spese di rappresentanza del Comune nel suo complesso, sia per lospitalità di delegazioni che per il ricevimento e laccoglienza di autorità e personalità, nonché per trasferte legate alle attività del Comune». Ai nove assessori sono attribuiti invece 28mila397 euro. Più o meno 3mila euro a testa.
Ma dove portano sindaco, vicesindaco e assessori a pranzo i loro illustri invitati? Un po dappertutto, scegliendo però allinterno della rosa dei fornitori abituali del Comune. Il vicesindaco
Antonello Giacomelli è frequentatore abituale del ristorante Lo Scoglio di via Verdi, tanto che dallo scorso mese è stato deciso di stipulare una sorta di convenzione col locale: per i pranzi e cene di Giacomelli allo «Scoglio» è stata assegnata la somma di 7mila euro (già liquidati 5,381,50 euro), agli altri ristoranti sono stati destinati 2.694,50 euro (già liquidati 438 euro al ristorante La Veranda, 995 euro in favore del ristorante Pirana, 100 euro al ristorante Baghino). Ultimamente lassessore allo Sviluppo economico
Roberto Rosati ha presentato conti da 100 euro (ristorante Borbottino) e 173,50 euro (Pepe Nero), non disdegnando però anche una «puntatina» al Capriolo di via Roma (440 euro). Alla pasticceria Nuovo mondo si è invece rivolto per un buffet da 104 euro.
Sempre restando alle ultime settimane lassessore ai lavori pubblici
Anna Maria Berti ha ordinato pranzi allo Scoglio (526 euro) e al ristorante Logli (149 euro). Colazione di lavoro al ristorante Volver per lassessore allurbanistica
Alfio Pratesi (215 euro), si è fermata invece da Baghino lassessore alla Pubblica istruzione
Rita Frosini (89 euro), mentre lassessore alla Mobilità
Massimo Carlesi si è affidato alle abilità culinarie della «Vecchia cucina» (180 euro per due pranzi). Ancor più altruista lassessore allambiente
Paolo Balestri che si è fatto carico dellospitalità, allhotel San Marco, dellingegnere tedesco Thomas Ruff esperto del sistema tranviario di Friburgo: 688 euro per nove giorni. Il premio «formichina doro» va attribuito allassessore alla città multietnica
Andrea Frattani che ha presentato una ricevuta da 26 euro per un pranzo allOsteria «Cibbè» di piazza Mercatale. Un dubbio però: non saranno stati un po pochini per tenere sufficientemente alto il prestigio del Comune di Prato?
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Giovanni Ciattini