Il diesse Rossi è già al lavoro


AGLIANA. Appena tolto maglia e scarpette, eccolo lì. Non ancora in giacca e cravatta, perchè fa caldo, ma è già dietro la scrivania ad occuparsi di calcio, la sua passione, la sua vita. Giovanni Rossi, non perde tempo. Così come ha fatto sul campo, vuole bruciare le tappe. In fondo, è il sogno di ogni bambino far diventare una professione il proprio gioco preferito.
Lui ci è riuscito e vuol continuare a coltivare il suo sogno. Ma, appunto, il suo è un lavoro difficile. Gli avversari, fuori dal terreno di gioco, sono meno violenti dei difensori che si è trovato davanti, ma molto più insidiosi. Lui, però, ha le idee chiare. «Di esperienza - dice - in questi anni me ne sono fatta, cercherò di sfruttarla. Non è un lavoro facile, il mio, lo so. Insieme alla società, tenteremo di fare dei programmi adeguati, tenendo d'occhio i bilanci e cercando di toglierci qualche soddisfazione». Fin qui, le dichiarazioni di intenti del nuovo diesse neroverde che, d'accordo con l'allenatore, sta mettendo insieme i tasselli della nuova squadra. «Intanto dovremo vedere - continua - quali saranno i giocatori che resteranno. Il nostro intendimento è però quello di fare una compagine giovane, pescando nei settori giovanili di Fiorentina, Pistoiese, Prato, Empoli e Livorno, magari integrandoli con 3 o 4 esperti. Almeno uno per reparto, specie dietro e sulle fasce. Ma, oltre a questo, vorremmo anche che la squadra ritrovasse il suo pubblico. Spero che la nuova dirigenza ed il nuovo stadio contribuiscano al riavvicinamento». E qui si chiudono le prime dichiarazioni di Giovanni Rossi da nuovo diesse dell'Aglianese. Un'Aglianese che partirà lunedì prossimo per il ritiro di Serravalle con le sue due «bandiere», una piantata in panchina (Allegri), l'altra dietro la scrivania.

Riccardo Agostini