Addio a Bruno Mochi, leggenda dello sport

PIOMBINO. All'ospedale di Villamarina dove era ricoverato da qualche giorno si è spento Bruno Mochi. Aveva 88 anni. Il commendator Bruno Mochi, piombinese Doc, per oltre 40 anni casa nel centro storico all'inizio della discesa che porta in piazza Bovio, era malato da tempo e le sue condizioni erano recentemente molto peggiorate. D'antica famiglia piombinese (uno zio è stato anche podestà) Bruno Mochi è stato per tutto l'arco della sua vita una figura conosciutissima nella nostra città e non soltanto. I funerali si svolgono questa mattina. Una funzione religiosa sarà celebrata alle 10 nella concattedrale di Sant'Antimo, poi l'inumazione al cimitero comunale. Alla moglie signora Franca, ai familiari tutti le condoglianze del Tirreno.
Impiegato in Comune per oltre 30 anni come funzionario dell'ufficio Eca (Ente comunale di assistenza) Mochi si è interessato contemporaneamente anche di altre importanti attività nelle quali ha profuso sempre passione, impegno e grande professionalità e personalità.
Ma la sua figura è legata allo sport - sicuramente la grande passione della sua vita - e più ancora al mondo del calcio nerazzurro. Mochi esordì nel dopoguerra come allenatore del famoso Scoiattolo di don Ivo Micheletti, poi con le squadre giovanili. Infine con quel calcio glorioso - un ricordo indimenticabile e che torna spesso alla memoria specie nei momenti come questo che Piombino sta attraversando - quando i colori nerazzurri erano impegnati e ammirati sui campi di tutta Italia. Vice del grande Fioravante Baldi in serie B (campionato 1951/1952, sesto posto finale) Mochi ne è stato uno dei protagonisti a livello tecnico, facendosi le ossa con uomini come Baldi e Valcareggi. Ha allenato poi la squadra nel suo primo campionato di serie C nazionale quando il Piombino dopo il torneo 1953/1954 retrocesse dalla B (oggi dei titolari di quel glorioso passato restano soltanto tre giocatori piombinesi: Evo Lorenzelli 12 presenze, Gino Ieri 8 e Ilio Borda 1, da ricordare anche gli scomparsi Carlotti, Falchi e Mezzacapo). Mochi dopo la serie C seguì sempre come tecnico il Piombino per anni in serie D. Sicuramente resta un punto fermo nella storia del nostro calcio.
Abbandonato il calcio e in pensione dal lavoro comunale Bruno Mochi ha seguito a lungo lo sport piombinese come attivo presidente dei Veterani sportivi.
«Sono andato a trovarlo a casa - ricorda l'attuale presidente Evo Lorenzelli che lo ha avuto come allenatore - un paio di setimane fa. Stava però riposando, non l'ho disturbato lasciandogli un quadro con una foto ingrandita del campo sportivo Dino Nassi in via Gori che lui aveva voluto e realizzato con Cattaneo e "Arce" Raspollini. Una realtà di cui i Veterani piombinesi possono davvero andare fieri, l'unico esempio in Italia di impianto realizzato dall'associazione. Bruno si è sempre impegnato molto per la nostra attività prima della sua lunga malattia. Il campo che oggi noi gestiamo resta la sua testimonianza di quanto amasse il calcio visto anche come proposta per i giovani. Mi ha fatto avere qualche giorno dopo un bigliettino di ringraziamento scritto dai familiari ma con la sua firma. Si è detto commosso del pensiero e mi ringraziava. Un ultimo caro ricordo di una persona indimenticabile».
Un'ultima memoria a significare il suo impegno profuso in tanti campi arriva dal Circolo pesca sportiva Il Porticciolo. «E' stato uno dei fondatori del nostro circolo - ricorda il vice presidente Aleando Ottanelli - e anche tra i protagonisti della nascita del Comitato di gestione che si occupa delle aree marine e a terra del nostro porticciolo. Mi ricordo la sua attiva partecipazione, finché ha potuto, alla nostra attività, con suggerimenti sempre preziosi. Molti anni fa a Viareggio partecipò con tutti i circoli nautici piombinesi alla prima conferenza regionale sullo sviluppo della nautica turistica. Un settore nel quale per la crescita di Piombino ha sempre creduto».