È morta la regina della Trappola

GROSSETO. «Signorina, prego, mi chiami signorina». Giuliana Ponticelli, la padrona-custode della più bella tenuta della Maremma, Torre Trappola, diceva così a chi, per piaggeria, o per rispetto, la apostrofava col titolo di «donna». Ora, la signorina della Trappola non c'è più. Se ne è andata, ieri pomeriggio, poco dopo le 16, all'ospedale Misericordia, uccisa da un cancro. Non aveva ancora 80 anni e, siccome non ha mai amato i riflettori e, da buona maremmana, non le piaceva essere blandita, né compatita, da quanto il suo fisico l'aveva tradita, si era quasi isolata dal resto del mondo, «come fanno i solenghi», direbbe, se potesse. Con lei scompare uno dei personaggi più significativi di questa terra che questa donna forte ha amato appassionatamente.
Giuliana Ponticelli ha collezionato, in vita sua, molti riconoscimenti, tra tutti citiamo il Grifone d'Oro, ma il riconoscimento più bello di tutta la sua vita è senz'altro l'aver mantenuto la Trappola così com'era, lasciando in eredità ai maremmani un lembo di terra incontaminata dove continuano a correre i suoi cavalli. «Non fatela tanto lunga, me lo sono potuto permettere, anche se a volte non è stato facile». Disse una volta con ruvida semplicità a chi lodava la sua opera.
Il sindaco Antichi, a nome anche di tutta la giunta comunale, saluta Giuliana Ponticelli. «Un addio doloroso - scrive - perché con Giuliana scompare un "pezzo di cuore" della nostra terra, una terra di cui lei incarnava lo spirito e il carattere indomito e, nello stesso tempo, generoso. Giuliana viveva nella sua tenuta di Torre Trappola e da quel magnifico luogo, circondata dai suoi cani e dai suoi cavalli, che amava più di ogni altra cosa, si è sempre battuta con grinta e con coraggio per difendere la Maremma, conservando con cura il suo ambiente incontaminato senza però trasformalo in un museo all'aperto, ma al contrario lavorando ogni giorno per rendere produttiva la sua grande azienda. Dire addio a Giuliana Ponticelli è veramente doloroso perché è come dire addio ad un pezzo di storia della Maremma, quella storia che lei ha difeso fino all'ultimo, adoperandosi per mantenere intatta, quasi come un simbolo, la storica torre all'interno della sua tenuta, la torre Trappola da cui i grossetani si erano battuti contro le incursioni dei pirati saraceni e che dal VIII secolo aveva ospitato l'antica dogana. Una torre, così come la sua tenuta che arriva fino a Bocca d'Ombrone, che questa donna dal grande cuore ha sempre permesso a tutti di visitare. Bastava una telefonata e Giuliana era pronta ad aprire i cancelli. "Possiedo un tesoro - diceva sempre - ma in verità ne sono solo la custode e non posso negare, soprattutto ai maremmani, di godere di quello che da secoli appartiene loro"».
Il rito funebre si svolgerà oggi alle 17,30 in cattedrale.