A Carlo Zecchini il premio «Una vita per lo sport»

GROSSETO. Il premio istituito dall'assessorato alla sport del Comune di Grosseto intitolato «Una vita per lo sport» che, ogni anno, premia un personaggio che abbia dedicato la sua vita allo sport e che verrà consegnato, nell'ambito della manifestazione organizzata dal Milan club di Grosseto coppa Bruno Passalacqua, la sera della finale del torneo, quest'anno è stato assegnato a Carlo Zecchini(nella foto) , indimenticabile e indimenticato giocatore del Grosseto negli anni '60. Un giocatore rimasto nel cuore degli sportivi, in particolare quelli che oggi hanno i capelli bianchi, per le sue imprese sportive.
Ma anche per il suo attaccamento ai colori biancorossi, per il suo modo di giocare con dribbling strettissimi, la palla incollata al piede che difficilemte i difensori riuscivano a togliergli, re dell'area di rigore dove sgusciando fra le difese piazzava i suoi micidiali tiri imparabili di destro, di sinistro, di testa. I suoi tanti gol: 115 ne ha segnati Carlo Zecchini negli anni che ha giocato nel Grosseto, uno dei quali è un record assoluto nella storia del calcio per la sua rapidità: infatti Carlo segnò un gol al Livorno, nel Natale del 1961, dopo soli 11 secondi dall'inizio della gara.
Zecchini ha giocato nelle file del Grosseto dal 1960 al 1972, con una parentesi nel 1963-64 quando fu ceduto al Bari, quell'anno in serie B, dove ebbe un grosso infortunio. Poi il ritorno a Rosignano e successivamente il rientro definitivo a Grosseto dove Carlo concluse la sua carriera.
Nel 1972 Zecchini lasciò il Grosseto per giocare nelle serie dilettanti (Piombino, Follonica, Castiglionese) fino a quando il suo ginocchio, che aveva subito il grave infortunio, non gli permise più di esprimersi a suoi livelli. Appese le scarpe al chiodo, ma rimase a vivere a Grosseto. Il piccolo milanese di Sesto San Giovanni, grande uomo sui campi da gioco, era giunto a Grosseto quasi per caso, voluto da mister Vianello che lo aveva avuto come giocatore nella Pro Sesto, squadra di Sesto San Giovanni, nell'interland milanese, dove Carlo era nato il 28 ottobre 1939. Al suo arrivo fu accolto dall'indimenticabile presidente Mario Ferri e dal segretario Bruno Passalacqua che, di lì a poco, avrebbe lasciato il Grosseto per assumere l'incarico di segretario e poi di manager del Milan. In quegli anni il Grosseto militava in serie C. Vecchi indimenticabili tempi che Carlo Zecchini grande giocatore e capitano di quei tempi ci ricorda ancora con la sua presenza nella nostra città.
Per molti di noi la sera della premiazione sarà una serata piena di emozione e di ricordi; rivivremo un tempo storico esaltato da giocatori, come Carlo Zecchini, che divennero bandiere dello sport calcistico grossetano. Grazie Carlo!