E' morto Silvano Signori, vero uomo onesto

GROSSETO. Se n'è andato un uomo onesto; anzi, un parlamentare onesto. Così i grossetani hanno commentato la notizia della morte di Silvano Signori, 5 volte eletto al Senato, deceduto nella sua abitazione, ieri mattina per un infarto. Un uomo, Silvano Signori, che è stato protagonista della vita politica maremmana (e non solo) nella seconda metà del Novecento, e che ha portato alta, sempre, quella bandiera rossa del Socialismo nel quale credeva; il socialismo di chi è in difesa del più debole, sempre in prima linea contro quelli che giudicava soprusi o ingiustizie, sempre pronto a tenere alto l'ideale dei diritti della gente, e protagonista di mille battaglie, fra tutte quella del collegamento Grosseto-Siena, della quale purtroppo non ha potuto vedere la fine.(c.bot.)
Era nato a Tirli il 4 dicembre 1929, Silvano Signori, e nelle macchie fitte che circondano il suo paese aveva cominciato a fare il boscaiolo fin da quand'era ragazzo. Poi la guerra, e la Resistenza, che lo vide partecipare attivamente nonostante la giovane età, combattente nelle file della divisione partigiana «Spartaco Lavagnini», e l'avvio di una vita sindacale e politica che non avrebbe più lasciato.
Iscritto al Psi a partire dal 1944, fu in contatto con il «Centro Interno Socialista» che era diretto, nella clandestinità, da Rodolfo Morandi, e subito dopo la guerra fu sincero e convinto sostenitore delle idee socialiste (come d'altra parte è stato per tutta la sua vita), partecipando in prima fila alla vita sindacale e politica della Maremma.
Il suo primo incarico pubblico fu quello di consigliere comunale a Castiglione della Pescaia, eletto dai suoi paesani nel 1950. Segretario in quegli anni responsabile provinciale della federazione giovanile del Psi. Sono gli anni della riforma agraria e dell'assegnazione delle terre ai contadini, momento fondamentale dellla storia maremmana, e Silvano Signori è in prima fila, come segretario della Associazione autonoma assegnatari dell'Ente Maremma.
Da qui al sindacato il passo è breve. Dal 1953 al 1956 Silvano Signori è segretario provinciale della Cgil, quindi viene eletto segretario della federazione del Psi di Grosseto, incarico che ricopre fino al 1963, quando è nuovamente eletto alla guida della Cgil provinciale. Un uomo che si è messo in evidenza, Silvano Signori, tanto che dal 1965 al 1970 viene chiamato a dirigere come segretario la federazione del Psi di Siena.
Eletto sui banchi del consiglio provinciale, è stato assessore della Provincia dal 1956 al 1966.
Successivamente «passa» in Comune come consigliere e nel 1970 viene eletto vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici col Sindaco Finetti.
Entra per la prima volta nel Comitato centrale del Psi nel 1969 ed il 7 maggio 1972 viene eletto al Senato per la prima volta nel Collegio di Grosseto con 16.282 voti, pari all'11,37%. Fa parte della Commissione antimafia, è segretario della Commissione difesa e, nel 1975 è confermato al Senato (20 giugno 1976), sempre nel Collegio di Grosseto, con 20.901 voti, pari al 14,14%.
Diviene segretario del Gruppo parlamentare socialista e resta segretario della Commissione Difesa, e fa parte della Commissione parlamentare di inchiesta e di studio sulle commesse di armi e mezzi ad uso militare e sugli approvvigionamenti.
Il 3 giugno 1979 è eletto per la terza volta al Senato, sempre nello stesso collegio, ed ottiene ancora più voti: 21.144, pari al 14,22%.
In questa sua terza legislatura fa parte della Commissione difesa e della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Sindona, ed è vicepresidente del Gruppo parlamentare socialista.
E' il 1980, ottobre per l'esattezza, quando entra a far parte della Direzione nazionale Psi.
Il 26 giugno 1983 Silvano Signori è eletto per la quarta volta senatore, sempre nel Collegio di Grosseto, con 22.629 voti, pari al 14,29%.
In questa quarta esperienza parlamentare il senatore Signori è - presidente del consiglio è Bettino Craxi - sottosegretario alla Difesa (ministro è il senatore Spadolini), incarico che gli viene confermato sia nel primo che nel secondo Governo Craxi.
Quinta elezione al Senato il 15 giugno 1987, ed ancora una volta i suoi voti aumentano: sono 25.321, pari al 16,77%.
In questa sua quinta presenza in Parlamento, fa parte della Commissione difesa e della Commissione interparlamentare di inchiesta sul terrorismo e sulle stragi, ed è vicepresidente del Gruppo parlamentare socialista.
Negli anni successivi il senatore Signori ha continuato a svolgere attività politica in Maremma, anche dopo che il Psi si è disciolto; iscrittosi allo Sdi aveva creato anche un «suo» movimento con lo scopo di riunire le varie espressioni socialiste che si sono negli ultimi anni allontanate le una dalle altre. Un lavoro che Silvano Signori ha portato avanti con impegno personale, da quell'ufficio in via de Calboli, nel centro di Grosseto, alla cui scrivania Silvano Signori è rimasto fino al momento di lasciare questa vita. (c.bot.)