ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Mabo, un’altra sconfitta che pesa

MABO LIVORNO - PALLACANESTRO TRIESTE:   79 - 91
MABO: Mc Leod 21 (8/17, 1/2), Elliott 14 (1/5, 4/7), Mutavdzic 8 (3/7), Conley 17 (5/10, 2/3), Parente 2 (1/2, 0/2), Cotani, Garri 5 (1/4), Santarossa 7 (1/1, 1/3), Giachetti 5 (2/5). Non entrato: Sambugaro. Allenatore: Banchi.
TRIESTE: Maric 9 (2/4, 1/2), Sy 1 (0/1, 0/2), Pigato (0/1, 0/1), Camata 6 (2/4), Kelecevic 34 (12/13, 1/2), Casoli 13 (4/7, 1/2), Roberson 22 (3/6, 5/6), Cavaliero 4 (1/3 da tre), Cusin 2 (1/1), Impagnatiello. Allenatore: Pancotto.
ARBITRI: D’Este di Padova, Anesin di Venezia e Letizia di Caserta.
NOTE - Tiri liberi: Mabo 11/16, Trieste 16/19. Tiri da due punti: Mabo 22/51, Trieste 24/37. Tiri da 3 punti: Mabo 8/17, Trieste 9/18. Rimbalzi: Mabo 27 (10 att. + 17 dif.), Trieste 38 (7+31). Mabo: 14 palle perse, 24 recuperate. Trieste: 24 palle perse, 18 recuperate. Nessun uscito per 5 falli. Fallo antisportivo a Conley al 37’43”. Spettatori 2000. Incasso 18.800 euro. Parziali: 23-15, 43-39, 62-64.

di Renzo Marmugi
 LIVORNO. Altro che playoff, se non ci fosse Fabriano la Mabo farebbe meglio a guardarsi alle spalle. La partita con Trieste, determinante per restare agganciati al carro del dodicesimo posto, dopo una fiammata iniziale diventa un’altra stazione del calvario amaranto. Una squadra, quella di Banchi, fragile dentro, che appena smette di fare canestro si scioglie, alle prime difficoltà piomba nel mare dell’angoscia e mostra di avere un cuore di panna. Mentre le avversarie di fascia volano (Biella sbanca Reggio Calabria e Avellino stende Napoli), la Mabo incassa lo 0-2 negli scontri diretti con Trieste. Gente solida, dall’anima di marmo, che non batte ciglio neanche davanti alle assenze di Erdmann e Podestà. La forza morale, il marchio di fabbrica di ogni gruppo di Cesare Pancotto, emerge nel finale, dopo una partita di grande sofferenza, ma sempre lì, attaccati al nemico, con la pazienza e lo spirito di sacrificio di chi sa aspettare il momento buono per dare la pugnalata. Tutti umili servitori di un immenso Sinisa Kelecevic, diavolo di Sebenico. Il giustiziere dell’andata si ripete al PalaMacchia con una partita pazzesca: 34 punti in 34 minuti, 13/15 al tiro, 7/8 in lunetta, 16 rimbalzi, 56 di valutazione. Il mancino croato è una ruspa che travolge la fragile resistenza di Elliott, e quando Banchi ci prova con Garri il prodotto non cambia.
 Livorno si comporta da cicala: vola senza fatica a +10 (19-9 al 7’15”) trascinata da un Conley immarcabile, poi quando l’uomo di Atlanta ha la lingua penzoloni e s’accomoda fuori, viene lasciato in frigorifero per sei (interminabili) minuti. Quando torna in pista il tabellone del PalaMacchia scrive 32-31, ormai per gli ospiti il peggio è passato. La Mabo dà l’impressione di poter comunque rispettare il pronostico, ma nell’ultimo quarto combina il patatrac. Smette di segnare per cinque giri di lancetta, incassa un parziale di 11-0 (da 68-74 a 68-85) e si autocondanna all’iniezione letale e ai fischi del pubblico. Inevitabili per una squadra che anche in casa ha smesso di ruggire, con almeno due stranieri superficiali e svagati (Conley e Elliott) e un Sambugaro inchiodato con la tuta addosso per 40 minuti, il segno di uno strappo che in questa settimana dovrebbe preludere alla cessione del ‘tedesco’ in LegaDue.
 Si parte con il quintetto classico, mentre Pancotto non rischia Roberson, al rientro da un infortunio, e come ala piccola sceglie Pigato, classe 1981. Davanti all’ultimo venuto Conley inizia con la forza di un guerriero celeste: due triple e due rimbalzi d’attacco vincenti spingono la Mabo subito avanti: 7-0, 19-9, 21-12 all’8’30”, quando Rob è già in debito d’ossigeno (in allenamento non s’ammazza mai di lavoro, e si vede) e torna fuori. Un ispirato Mc Ledo scrive il +11 (23-12, 9’), Cavaliero da tre ci mette una pezza, poi nel secondo quarto, sul 32-23 interno, Trieste in difficoltà prova la zona. Livorno si ritrova in campo con quintetti strani (un play, tre ali, più Mutavdzic), Conley rientra solo sul 32-31 (14’30”) e Kelecevic prosegue il suo showtime.
 43-39 all’intervallo, ma oltre al croato comincia a fare male pure Roberson, l’uomo di Conley. Due bombe, più un gioco da tre punti, sul 59-54 Livorno incassa uno 0-7 e si ritrova a inseguire. L’ultimo tempino non promette nulla di buono: Roberson dall’angolo mette due triple, sul 68-74 (33’30”) la Mabo si pianta. Giachetti e Conley sbagliano tiri facili da sotto, a Elliott viene annullato un canestro per sfondamento, la Mabo prende solo ferri per 5 minuti, scivola sul 68-85 (38’30”) e saluta la partita.