Il carattere di Rumignani per salvarsi

PISA.L'Arezzo si affida all'uomo delle missioni impossibili per riuscire a cambiare rotta alla sua deludente stagione. Dopo la sconfitta con la Pistoiese, l'Arezzo ha ingaggiato Giorgio Rumignani, lo scorso anno esonerato dal Benevento (ma in panchina per ora va il suo secondo Fiorucci). In 15 gare di campionato, l'Arezzo ha ottenuto una sola vittoria, con 6 pareggi e 8 sconfitte. Il cambio, più volte rinviato, è divenuto quindi inevitabile. Adesso Rumignani dovrà risollevare gli amaranto dall'ultimo posto, impresa complicata, visto che tutti ritengono che questa squadra debba essere assolutamente rinforzata (ma il mercato aprirà solo a gennaio). Intanto, tocca al nuovo tecnico rimettere la barca Arezzo in linea di galleggiamento; e il Pisa deve stare attento alla cabala del calcio, che vuole le squadre trasformate in meglio la prima volta, almeno, in cui il nuovo allenatore si siede in panchina.
Missioni impossibili.Rumignani a Pisa non cominciò nemmeno il campionato. In molti si ricorderanno quell'esonero fulmineo a Forte dei Marmi, prima di un'amichevole. Il problema? Aver lasciato Lorenzini in panchina. «Il mio curriculum è bello lungo - diceva tempo fa Rumignani - e soprattutto fatto di sofferenza. Le imprese che ricordo con maggiore emozione sono le salvezze di Barletta nell'87/88 e di Andria nel 92/93: due veri e propri miracoli. Ma furono imprese anche quella di Pescara nel 93/94 e di Andria nel 98/99. In Abruzzo raggiunsi la salvezza, in Puglia no. Ma dal mio arrivo su quella panchina viaggiammo a medie primato, facemmo più punti del Torino che fu promosso. Un rammarico grosso è anche la mancata promozione nell'88/89. Allenavo il Palermo, sugli almanacchi c'è scritto che arrivammo terzi. Altro che terzi, noi quel campionato l'avremmo stravinto se non l'avessimo giocato tutto fuori casa. Non avevamo il campo (la Favorita era in rifacimento per i Mondiali del 1990 in Italia), ci fecero capire con molta chiarezza che non avremmo mai potuto fare la B. Ecco qual è uno dei miei magoni più grandi».
Nuova realtà.La situazione in cui si trova ora a lavorare Rumignani è piuttosto complicata. La delusione dei tifosi è ai massimi livelli: un mese fa, a Lucca, il presidente Mancini venne contestato duramente, con espliciti inviti a lasciare l'Arezzo e addirittura gli venne scagliata contro una bandiera amaranto. «Sono solo capaci di correre dietro alle chimere di giocatori dai nomi altisonanti - rispose Mancini - e ignorano anche il più elementare concetto di progetto e programmazione per cui non riescono a capire che, soprattutto nel calcio, si può sbagliare, ma quel che conta è sapervi porre rimedio». Il miglior giocatore di questa stagione, Testini, potrebbe passare alla Florentia.