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I «gioielli» nelle mani dei tedeschi?

   MILANO. La Maserati che strizza l’occhio all’Audi (gruppo Volkswagen) e la stessa Volkswagen che potrebbe essere interessata all’Alfa Romeo e alla Ferrari. Per ora è solo un’ipotesi ma se ne parla (e, in certi ambienti, con preoccupazione). Il piano prevederebbe la cessione dei tre marchi Alfa Romeo, Ferrari e Maserati alla Volkswagen che già possiede, nel settore di fascia alta, nientemeno che Rolls-Royce, Bentley, Bugatti, Lamborghini e Audi. Dalla Germania, ieri, non hanno voluto commentare la notizia, ma si sa per certo che la casa automobilistica di Wolfsburg sta seriamente pensando al progetto. Il momento potrebbe essere quello giusto, visto la crisi di liquidità della Fiat.
   E se questi marchi prestigiosi restassero in Fiat? E se fosse proprio la casa di Torino a lanciare la sfida alla Volkswagen mettendo insieme il «polo dell’auto sportiva»? Ieri la questione è stata affrontata da Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari. «Una sfida che potremmo prendere in considerazione - ha detto - ma bisogna vedere le decisioni degli azionisti e gli accordi con General Motors». Inutile aggiungere, a questo punto, che eventuali decisioni saranno prese dai nuovi vertici del Lingotto, ma anche le banche creditrici avranno voce in capitolo sull’eventuale cessione di partecipazioni.
   Quello che è certo, al momento, sono le preoccupazioni di alcuni politici per il futuro dell’auto in Italia. «L’eventuale passaggio di Ferrari, Maserati e Alfa Romeo alla Volkswagen potrebbe accelerare l’assorbimento di quel che resta di Fiat Auto in GM», dice Gigi Malabarba, capogruppo di Rifondazione comunista al Senato e operaio cassintegrato dell’Alfa di Arese. «Di questo passo - aggiunge - in meno di due anni la Fiat diventa una succursale della Opel e negli stabilimenti ci saranno al massimo 10mila operai. Finora una sola cosa è certa: nessuna si occupa dell’industria dell’auto nel nostro Paese». E si dice allarmato anche il segretario dei Ds del Piemonte, Mercenaro: «Lo scorporo dei marchi rappresenta la liquidazione del futuro dell’auto in Italia».
   Eppure, soltanto il mese scorso la prestigiosa rivista inglese «Car» ha inserito molti modelli Fiat nella speciale classifica sulle auto europee. La criticata Stilo ha ottenuto più voti della Peugeot 307 e della Citroen Xsara. E la Multipla, definita «auto di genuino talento» ha avuto più voti dell’Opel Zafira. Non solo, ma l’Alfa 147 ha ottenuto gli stessi voti di Golf, Audi A3 e Ford Focus, mentre l’Alfa 156 è arrivata a pari merito di Volkswagen Passat e Audi A4.
   E allora perché i marchi Fiat perdono tante quote di mercato? Il problema, per gli esperti, al di là della qualità dell’auto è proprio la rinascita del marchio e i fatti di questi giorni non aiutano a realizzare l’impresa. (g.f.)