«Il sindaco censuri i suoi colleghi di An che sapevano della gita a Predappio»


MONTECATINI. Il caso Predappionon è ancora concluso.Neppure dal punto di vista formale.Nel prossimo consigliocomunale sarà messa ai votiuna «mozione di censura» propostadal centrosinistra (Riformistie Ds), tendente a faresprimere ogni singolo consiglieresulla vicenda che hascosso la città e che ha provocatole dimissioni di VivaldoMagnani dalla presidenza delconsiglio comunale. L'opposizione ha spinto alungo perché questo argomentofosse inserito in votazionenel consiglio di mercoledì notte,ma ha ricevuto risposta negativadalla maggioranza. Inquesto modo, se da una parte ilcentrodestra ha evitato un delicatotest, dall'altra ha prolungatoi veleni e le insidie di questocaso, visto che se ne dovràdiscutere anche nella prossimaassemblea. Nel testo della mozione proposta,il consiglio comunale«nel registrare le dimissionirassegnate da Vivaldo Magnanida presidente, a seguito delsuo coinvolgimento nell'iniziativadella gita a Predappio percommemorare Benito Mussolininell'80esimo anniversariodella Marcia su Roma, condannala suddetta iniziativa, promossa,tra gli altri, dal consigliereMagnani, e pubblicizzataattraverso volantini a firma"circolo di An Montecatini",considerandola offensiva dellaCostituzione democratica e antifascistae dei sentimenti ditutti coloro che hanno soffertosotto il regime fascista discriminazionie morte, come ricordala lapide affissa in questastessa sala, in memoria di GiovanniAmendola. Il consiglioinvita il sindaco a revocare immediatamentel'incarico di assessoreai componenti di giuntachiamati in causa da VivaldoMagnani, che pubblicamenteha dichiarato che la richiestadi "supportare" la gita diPredappio gli fu fatta nel corso"di una riunione al partito, nellasede di via del Salsero, presentianche altri esponenti diAn, tra cui dirigenti, assessorie consiglieri comunali».