L'uomo che curava i tumori Padre Vittorio Baroni nacque a Vecchiano nel 1911


VECCHIANO. Il suo testoclassico è «Dodici piante per imali del secolo». Esiste unaverità oltre la verità che puòsenza dubbio essere non considerata,ma che poi diventaparte integrante della nostrastoria e delle nostre origini.Vecchiano ne ha una nascosta,quella di un ricercatoreche contro il tumore sviluppòalcune cure con piante nonda tutti note. La verità ufficialeha da sempre dimenticatoquesti personaggi, ma è purvero che la loro storia dedicataall'invenzione, allo studio,alla scoperta può essere donataai lettori anche solo comecuriosità. Un personaggio di sicuronon da tutti conosciuto, quelloche andremo a descriverenel dettaglio. Però, propriolui, porta un nome assai comunenel territorio di VecchianoBaroni. Si tratta di unfamoso ricercatore come tantil'Italia ha annoverato. PadreVittorio Baroni, perché dilui che si parla, era nato aVecchiano nel 1911, il 30 luglio. Le notizie su di lui non sonomolte se non per il fattoche è tra alcuni ricercatorieretici italiani, che ancoravengono menzionati da qualchetesto. Tra di loro Albert,l'ingegnere italiano inventoredel biotron (una macchinettagrande quanto un pacchettodi sigarette capace dimandare messaggi elettromagneticiai tessuti permettendoloro di ricostruirsi in modonormale e dunque di eliminarele cellule tumorali) e AldoAlessini medico romanoche mise a punto una cura antitumoralebasata su un prodottonaturale a costo zeroche si chiama appunto «acquadi Alessini»; la sua ipotesi,formulata nel 1981 si basavasulla considerazione del tumorecome malattia da carenzae che la sua incidenza vadi pari passo con l'aumentodella stesura media della popolazione.Ancora John W.Armstrong, famoso per le cureterapeutiche e terapie antitumoraliottenute con l'urina.Tra l'altro in questi ultimianni numerosi sono stati ilibri pubblicati su questo argomento.Dentro questo scenarioassai variegato e particolare,che comunque fa partedel nostro bagaglio storicomedico, padre Vittorio Baronioccupa un posto preminente.Nato a Vecchiano è mortoa Siena il 7 gennaio 1990. Haoperato per anni con la fitoterapiae radioestesia applicataall'indagine diagnostica. Haconseguito rilevanti risultatiscoprendo le proprietà ancorasconosciute di alcune piante.Nello stesso tempo ha sviluppatouna spiccata sensibilitàradioestesica esercitandolaparticolarmente nella diagnosie nella cura dei malidel secolo in particolare delcancro. La sua cura si chiamafitoradiestesica; il suo testo«Dodici piante per i malidel secolo» che è ormai unclassico.