Le gesta eroiche del conte lucchese Patrizio Orsetti Anche una lapide in duomo ricorda le sue guerre contro i turchi


LUCCA. Correva l'anno 1716, e il 5 agosto nei pressidella città serba di Petervaradino si combattè una memorabilebattaglia tra l'esercito turco e l'armata guidatada Eugenio di Savoia che riportò un'importantissimavittoria. Al combattimento partecipò,nei ranghi del reggimento di cavalleria,il conte Stefano Orsetti,patrizio lucchese, già famosoper aver servito nella cavalleriadi Leopoldo I e di Carlo VI.Orsetti era nato a Lucca nel1668, e fin da giovanissimo siera distinto per il suo coraggio,in seguito avrebbe partecipatoalle guerre di Ungheria e di Sicilia. A ricordo della battaglia diPetervaradino si trova ancoranel duomo di San Martino, afianco della cappella del VoltoSanto, un trofeo di guerra checonsiste in un intreccio di crinidi coda di cavallo, variamentecolorati, montato sull'asta diuna bandiera strappata ai turchidurante la battaglia. Ad offrire il celebre trofeo alVolto Santo fu lo stesso StefanoOrsetti, come è ricordato nellalapide che vi è apposta. Vi si legge infatti: «Al SignoreCrocifisso il conte StefanoOrsetti, fra i primi condottieridell'esercito di Carlo VI, ha collocatoqui, nell'anno del Signore1718, per voto questo trofeo,strappato ai turchi a Petervaradino».Nel 1708 il nobile luccheseera stato promosso colonnellodel Reggimento di Darmstadte nel 1715 ottenne da Carlo VI iltitolo di conte e magnate d'Ungheria. Veterano di più di trenta battaglie,Orsetti continuava unatradizione radicata nella cittàdi Lucca: quella della partecipazionealle guerre contro gli «infedeli»,dalle crociate fino allabattaglia di Lepanto. Lo scontro di Petervaradinofu particolarmente cruento: ilgeneralissimo Eugenio di Savoialasciò sul campo circa cinquemilauomini e anche le armatedel Gran Visir ne uscironodecimate. Determinante perl'esito della battaglia fu proprioil reggimento di cavalleria diStefano Orsetti, che riuscì a rintuzzarel'assalto dei temibilissimigiannizzeri, mettendoli addiritturain fuga. In seguito a questoepisodio il conte Orsetti ottenneda Eugenio di Savoia inpersona un solenne encomio. Un anno dopo il condottierolucchese era di nuovo sul campodi battaglia, precisamente aBelgrado, dove fu nominatomaggiore generale. Ma le suecondizioni di salute si rivelaronoprecarie. Dovette tornare inpatria e si ritirò nella villa diMarlia, di proprietà della famigliaOrsetti fin dal XII secolo.Morì, ancora giovane, il 27 agosto1720. Le sue spoglie riposanonella chiesa di San Francesco,accanto a quelle di CastruccioCastracani: lui stesso nonavrebbe potuto immaginareuna più appropriata collocazionedei suoi resti mortali.

Alessandro Bedini