ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Maraniello stregato dal marmo bianco Lo scultore (in mostra alla galleria Bigai) cerca casa nella piccola Atene


PIETRASANTA. Insidiosetta spunta la codadel diavolo, attorcigliata a una stele dimarmo di Carrara. Ti coglie di sorpresa e tiproietta, mefistofelica nel suo inganno, versol'alto. Dritta fra le braccia di un luciferoquasi pensoso, o forse concentrato sui vizidegli umani, laggi?, in fondo, sulla terra.Alla quale si ancora una scultura candidache cela tranelli d'arte, con la stessa impertinenzadel diavolo (da Il maestro e Margherita)di Bulgakgov. E' il marmo l'ultimascoperta - stilistica e di materia - di GiuseppeMaraniello, scultore di forme stilizzatee lievi, tra metafisica e citazioni (pi? o menoconsapevoli) dell'arte da Magna Grecia,radicata nella sua terra di Campania. E ilmarmo l'ultima sfida, lanciata da Maraniello,con guanto da artista, a Pietrasanta, doveda oggi (fino al 31 agosto, orario 11-13;17-24) alla galleria di Flora Bigai, in via Garibaldi22, espone (in contemporanea conl'antologica di Venezia) una ventina dellesue opere migliori, fra bronzi e legni dipinti.E marmo. Un marmo scoperto improvvisamenteduttile, conciliabile con la leggerezzadei suoi soggetti. Cos? compatibile che - dopol'esperienza con il laboratorio-studiodi Massimo Galleni,che ha realizzato la scultura Rebis- Maraniello si ? convinto arealizzare un ciclo di opere dipietra nobile. A Pietrasanta, dovecerca anche casa. Dopo averrealizzato con Arnaldo Pomodoroun imponente Cristo con coronadi spine che trafigge la cattedraleSt. John Evangelist diMilwaukee, negli Stati Uniti. Come nasce, Maraniello,questo incontro con il marmo,materiale finora ignoratodalle sue sculture? ?Devo dire che l'incontro ?stato casuale. Risale a circa unanno fa, quando ho organizzatouna mostra alla Fortezza di Sarzana.In quell'occasione ho conosciutola gallerista Flora Bigaie sono entrato in contattocon l'ambiente di Pietrasantache ho trovato molto stimolante.Al punto che a Pietrasantami piacerebbe vivere, almenoper un certo periodo. E, infatti,sto cercando una casa. Qui c'?tutto quello di cui un artista habisogno: il materiale, le amicizie,la possibilit? di vivere bene,oltre al cibo ottimo. Se si considerache alle spalle uno ha lemontagne e di fronte il mare, sicapisce che non si pu? chiederedi pi?. Ma dei posti belli ? benenon parlare troppo, altrimentidiventano troppo affollati?. ?Perch?, fino all'incontrofatale con Pietrasanta, nonha mai utilizzato il marmoper le sue sculture? ?Ho sempre pensato che questamateria fosse poco conciliabile,poco adatta alle mie opere.Per il mio bagaglio stilistico ilmarmo poco si addiceva alla necessit?di realizzare sculture diuna certa leggerezza. Quandomi sono avvicinato al marmo, ?stato come affrontare una sfida.Vissuta con la sensazioneche sarei uscito perdente daquesto confronto, nonostante leassicurazioni che ho avuto findalla prima volta in cui ho messopiede nel laboratorio di Massimo(Galleni). Lui mi rassicurava,ma a me sembrava impossibileche fosse vero ci? che dicevaMichelangelo: la scultura? dentro il marmo, basta togliereil superfluo per farla venirefuori. Invece, sono rimasto stupefattodal risultato?. Si sente, quindi, pronto aripetere l'esperimento? ?Sicuramente. L'idea ? di realizzareun ciclo di opere in marmo,di ripetere la sfida. A primavista, ? pi? facile far volaresculture che si realizzano inbronzo, ma ho gi? un'idea peralleggerire anche il marmo. Ancheperch? quando si ha la possibilit?di utilizzare il marmostatuario, il bianco di Carrara,si ha la sensazione di poter creareun'opera che ha la leggerezzadella nuvola, la sua assenzadi peso. La sua morbidezza?. Vorrebbe realizzare questociclo di opere a Pietrasanta? ?L'unica esperienza che ho dilaboratori ? legata proprio aquesto posto. A detta di alcuniscultori con un'esperienza maggioredella mia in fatto di marmo,Pietrasanta ? il polo pi? importante,grazie anche ai propriartigiani. E non riesco proprioa immaginare un posto che glipossa fare concorrenza?. (i.b.)