Improvvisa tragedia nello studio legale: il marito ha ucciso la moglie e subito dopo si è sparato alla testa Varese, la separazione finisce in un omicidio-suicidio


VARESE. Tragica fine di una coppia in crisi ieri sera a Lavena Ponte Tresa, nel Varesotto: un uomo e una donna, che si erano presentati dal loro avvocato per discutere della loro separazione, sono morti dopo che il marito improvvisamente ha estratto una pistola e ha sparato alla donna, per poi uccidersi con la stessa arma, con un colpo alla testa. Non è ancora chiaro se alla tragedia abbia assistito qualche testimone; in ogni caso la rapidità del fatto e la sua imprevedibilità hanno impedito qualsiasi possibile intervento. Si erano sposati un anno fa, ma il matrimonio non aveva retto, tanto che da alcuni mesi erano separati di fatto. Avevano avviato le pratiche per la separazione consensuale, e davanti all'atto redatto dall'avvocato comune, lui l'ha uccisa e poi ha rivolto la pistola contro se stesso. Lui era Stefano Martin, 33 anni, militare dipendente dal comando della guardia di Finanza a Varese, descritto dai colleghi e dai suoi superiori come «un bravo ragazzo, tranquillo». Lei era Rosella Ferrari, 29 anni. La coppia non aveva figli ed era andata ad abitare a Cremenaga, fino a quando lui, dopo la crisi del matrimonio, è tornato a casa sua a Cunardo. Teatro dell'omicidio-suicidio, avvenuto alle 19,40 a Lavena Ponte Tresa, lo studio dell'avvocato Giuliano Cifarelli, in via Gibilisco 4. L'arma utilizzata sarebbe stata quella di ordinanza del finanziere. E' accaduto dopo che i due giovani, davanti al loro legale di fiducia, l'avvocato Salvina Milone, avevano insieme stabilito le regole cui si sarebbero attenuti dopo la separazione: l'atto consensuale era stato perfezionato e firmato, ed era pronto per essere depositato alla cancelleria del tribunale. E' stato a quel punto che il legale si è alzata ed è uscita dalla stanza lasciando da sola la coppia. Ha udito una detonazione, seguita subito da un'altra. La morte dei due è stata istantanea. L'avvocato si è precipitata nella stanza e ha dato l'allarme ai carabinieri. «Un atto inspiegabile visto il comportamento del ragazzo in caserma» affermano i finanzieri, compagni di lavoro dell'uomo. Il sindaco del piccolo Comune, Donata Mina Stocchi, si dice «incredula». Sotto shock, l'avvocato è stata interrogata dal sostituto procuratore di turno, Francesco Paganini, che non ha ancora autorizzato la rimozione dei due corpi. Sembra che in quel momento nello studio ci fosse anche la segretaria. A quanto si è appreso, tutte le persone sentite hanno riferito che nulla lasciava presagire la tragedia.