Cella: «Le mie ex squadre sono state tutte promosse»


LUCCA. «Sapevo di essere un portafortuna già quandocalcavo i terreni di gioco e dopo la promozione delSavona - che va ad aggiungersi a quelle di Como, Livornoe Prato - all'appello manca solo la Lucchese che peraltroha vinto gara uno ed è ad un passo dalla finalissima.Così coronerò il sogno di vedere contemporaneamentele mie 5 squadre tutte promosse». Albino Cella, 64 anni, maestroelementare ad meno di 12mesi dalla meritata pensionecome dipendente della CdR diSavona aveva parlato di promozionedei rossoneri alla vigiliadi Lucchese - Treviso sullabase dei successi che, inquesta stagione, tutte le sueex compagini stanno ottenendonelle varie categorie in cuimilitano. L'artefice della vittorianello spareggio con la Sarzanese(1-0, stagione 1968-69) èraggiante anche perchè - al dilà di tutto - conserva un bel ricordodella città in cui torna,da turista e appassionato dellebellezze artistiche, almenoun paio di volte all'anno: «Sì -conferma al telefono - questoposto mi affascina sempre equando ci vengo mi si riapreil cuore. Oltretutto una dellemie tre figlie è docente all'Accademiadella Crusca a Firenzee quando vado a trovarlane approfitto per fare un saltodentro le Mura e rivedere ilPorta Elisa. Sono un timido epasso inosservato. Penso chela gente, gli sportivi intendo,non si ricordi di me e così,ovunque vada (negozi, ristoranti,musei) non dico mai diessere stato un giocatore dellaLucchese. Sono passati 33anni ormai, io sono cambiatoe non so quanti mi riconoscerebberodato che sono rimastosoltanto un anno. E' questoil mio più grande cruccio.All'epoca non c'erano i procuratoried essendo in comproprietàcon il Livorno, per viadi un pasticciaccio legato allacifra da mettere in busta, miritrovai ancora in magliaamaranto. Ma ormai lì avevofatto il mio tempo e chiusi lacarriera a Tortona». Cella conserva ancora unacopia d'epoca della rivista il«Rossonero» e il menù di unristorante fuori città nel quale,oltre ad una serie di piattitipici, era inserita la foto delsuo gol di testa alla Sarzanese.«Il calcio è stata tutta lamia giovinezza, parte dellamia vita, un bel periodo chepoi si è chiuso. Da 20 anni nonmetto piede in uno stadio, maconfesso che mi piacerebbe assisterealla partita che sanciràla promozione della Luccheseseduto accanto a mieicompagni di allora che nonho più rivisto da quella fantasticaannata». (l.tronchetti)