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Mabo, un'overdose di rabbia Rimbalzi e palle perse: hanno deciso i soliti difetti


LIVORNO. Eccolo qui, nel flash di Augusto Bizzi, Luca Banchiche si sgola, i piedi sul parquet, gli occhi sgranati, le maniverso il campo, per dire a Giachetti di stare addosso a ShawnRespert, di fare fallo, di interrompere quella maledetta azione.E invece niente. Nell'inferno del palasport di Faenza, ilcontatto non c'?, la cloche funziona ma gli impulsi non arrivano,l'aereo amaranto trema e piomba gi?, sotto i colpi di quelmissile sparato dal neretto senza ciuffi della Fillattice. Cheriempie di rabbia, di rammarico e di dubbi il luned? Mabo. Perch? Livorno avrebbe meritatoquesta vittoria. Perch?questa vittoria le avrebbe cambiatola vita. L'avrebbe speditaa pi? 4 su Imola e Reggio Calabria,affondata in casa dellaKinder, le avrebbe consentitol'aggancio ad Avellino, Milanoe Udine (che domenica verr?al PalaMacchia in un altro matchda brivido), tutte sconfitte,e l'avvicinamento a Biella e Roseto.Sarebbe stata una vittoriadolce come il miele, un pezzodi salvezza messo l?, in cassaforte,conquistato con le unghiee con il cuore. Perch? purgiocando sotto i livelli delle ultimesettimane, pur dovendofare i conti con un Sambugarostoico ma indebolito da un febbroneda cavallo, e con un Conleylontano anni luce dal giocatoremuscoli e adrenalina diinizio campionato, troppo testardonel cercare sempre il tironell'uno contro uno, nel forzarel'entrata e la conclusionesolitaria, la squadra di Banchiha avuto costantemente in manol'inerzia della partita, ha dimostratodi essere pi? gruppodella Fillattice, di saper ribatterecolpo su colpo ai ritorni avversari.Di poter giocarsi lapartita, anche contro avversariche presidiano il perimetrocome una cortina di ferro, e i tirida tre, l'arma letale amaranto,sono pochi e senza mira(5/15, rispetto al 14/32 con Rosetoe 19/37 con Fabriano). Alla fine sono venute a gallavecchie magagne. Come le palleperse, 19 per le statistiche ufficiali,forse qualcuna di pi?nei fatti, che non si contavanoda quel d?, ma che forse rientranonella tensione emotivadella partita. Autry e Conleyhanno buttato al vento una seriedi palloni, soprattutto nelterzo quarto, quando la Maboera riuscita ad accumulare diecipunti di vantaggio, che dovevanoessere gestiti meglio. Poici sono i tiri liberi. Il 69 per cento(65 dopo 20') ? poco, troppopoco. In una partita che si decideper mezzo canestro, tuttiquei palloni dalla linea fermatisisul ferro, rappresentano unmotivo enorme per avere rimpianti.E infine i rimbalzi. L'arrivodi Radojevic ha portatocentimetri importanti, nel primotempo ha colto di sorpresal'attacco Fillattice che in areanon riusciva pi? a tirare, lechele del serbo hanno dimostratodi poter essere ben pi?efficaci, sia in difesa che in attacco,dei servigi di Watkins.Tutti e tre i lunghi amarantoin realt? hanno tenuto bene ilcampo. Garri ? piaciuto perconcretezza, a parte due tentativiavventati dalla lunga, Barlowha dato i soliti minuti diqualit?, anche se ha sofferto iltonnellaggio di Williams. Banchi ha fatto bene a tenereRadojevic in panchina neimomenti concitati. Dopo diecigiorni di preparazione, nonera l'uomo da gettare nella mischia.Resta il fatto per? che allafine, Imola ha fatto come Fabrianotre domeniche fa, neiminuti topici ha avuto, due,tre, quattro tiri ad azione e allafine ? riuscita a sfruttarli. E allafine, quel grappolo di rimbalzicatturati dalla Fillattice (10pi? della Mabo nella ripresa) equelle 19 palle perse totali (controle 11 di Imola) sono state decisiveperch? la squadra diMazzon arrivasse a ridosso diLivorno all'ultimo tiro, le hannopermesso di andare al tiro70 volte contro le 50 conclusionidella Mabo, e di iniettarle ilveleno nel cuore a 4" dal gong. - Giulio Corsi

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