Mannari in gol con la Ventura L'ex prodigio milanista approda in tv a «Quelli che...»


LIVORNO. Dallo spot contro la violenzadi oltre quindici anni fa, alla trasmissione«Quelli che...il calcio», con Simona Ventura.Nel mezzo c'è la storia di Graziano Mannari,uno dei massimi talenti del nostro calcio,fiorito nel Milan di Sacchi, al fianco diGullit e Van Basten. Preferito a Virdis. Se esistesse un libro dei misteridel pallone lui, che a soli29 ha lasciato il professionismoed ora ad appena 33 si èstufato di dare due calci in Eccellenza(figurarsi era finito aSoriano, in provincia di Viterbo),animerebbe il primo capitolo:«Nascita e tramonto di uncampione: come e perché».«Come ho fatto a diventare meteoracosì presto? Ci pensospesso, ma non trovo una risposta.Sembra incredibile. Eun po' come svegliarsi dopo esserestato in balìa di un incubo...».Tre anni di Milan( '86-89), poi Como e Parma,Avellino, Siena, Pisa, Ravenna,Fiorenzuola, Pistoia, anchePontedera. Ma poco da dire: lasciatoSan Siro è stata una cadutaquasi verticale. «Primami spezzarono tibia e perone.Poi saltarono i legamenti crociatidell'altro ginocchio. Qualcunomi diceva: "non sai soffrire".Oppure: "devi essere piùcattivo". Cattivo non sono maistato, questo è vero, però la veritàè che la mia storia dovevaessere breve. Peccato, perchéavevo notevoli potenzialità.Talvolta vedo in A gente che farabbrividire...». Non farà l'allenatore né il direttoresportivo, nè il talentscout l'ex «Speedy Gonzales»che fu capace di dribblare la retroguardiadel Real Madridper poi depositare in rete al Benabeu.In questi giorni Mannariha lasciato la casa di Nibbiaia(«abiterò sempre lì») e siè stabilito a Riccione dai suoceri,perché sua moglie Danila,ex modella, è in dolce attesa.«Aspettiamo una bambina enon abbiamo testa per altro. Ioe mia moglie abbiamo alcuniprogetti legati al commercio,però adesso teniamo tutto fermo...». Intanto Graziano Mannari siè riproposto al grande pubblicodel calcio, ospitato da SimonaVentura a «Quelli che...», inviatoal fianco del Dj Ringo allostadio di Venezia, dove c'era,guarda un po', il «suo» Milan.«E nato tutto per caso _racconta _. Come la volta dellospot anti-violenza quandomi lanciavo a spegnere la miccia.Già tempo fa Simona miaveva contattato ed io avevoaccettato l'invito. Senza contareche ai tempi del Milan avevoavuto ottimi rapporti anchecon Ringo. Insomma non c'èstata emozione e neppure difficoltà.Ma non posso considerarmiun commentatore, semmaipiù avanti...». Però questo potrebbe esserel'inizio. «L'esperienza mi hagratificato, questo sì. Se SimonaVentura vorrà sarò disponibile,ma ora non posso dire chesarò richiamato». Comunque, tanto per cominciare,hai portato bene alla tuasquadra del cuore. «Questo sì.Ma se il Milan non avesse vintoa Venezia avrebbe davveroaperto una crisi. Anche se laretroguardia rossonera mi hafatto paura: troppe volte i neroverdisi sono presentati soli davantiad Abbiati che, giustamente,sbraitava». Questo è unMilan quantomeno discontinuo.«Ancelotti ha avuto troppiinfortuni. Ora manca Inzaghima ho visto un Rui Costa rinatoche sarà determinanteper lottare per la zona ChampionsLeague». Campionato: lotta a tre, seid'accordo? «Non c'è dubbio. LaJuve è compatta, l'Inter forte edi qualità, però vedo una Romatosta che in questo momentoha ritrovato i gol con Montellae potrebbe ripetersi». A 13 anni a Milanello, speditodal vivaio di Follonica. A diciottoil debutto in A. A 29 l'addioai professionisti. A trentatrépadre e futuro commentatoreTv. Ora ecco i nuovi dribblingcon cui Graziano Mannarisi libera da una sorte calcisticaingenerosa.

Sandro Lulli