«Aida» di cartoon Animazione all'italiana firmata Guido Manuli


ROMA. Il popolo pacifico e le radure soleggiate di Arborea contro gli abitanti bellicosi e i palazzi imponenti di Petra: il conflitto tra natura intatta e modernità violenta fa da sfondo ad «Aida degli alberi», il cartoon diretto da Guido Manuli e realizzato dalla Lanterna Magica, in 100 sale dal 21 dicembre, con cui Medusa debutta nell'animazione. Trasfigurazione in chiave fantasy dell'«Aida» di Giuseppe Verdi, il film trasforma lo scontro etiope-egiziano e le suggestioni dell'opera lirica nel sogno di uno sviluppo sostenibile, dove tecnologia e rispetto per l'ambiente possano convivere, come suggerisce l'amore tra Aida, coraggiosa figlia del re di Arborea, e Radames, figlio del generale dell'esercito di Petra. Il tutto in 75 minuti realizzati con la collaborazione fra studi italiani, spagnoli, belgi, polacchi e coreani, con 242.000 disegni firmati da 268 artisti, con 1.390 scenografie colorate a mano (e firmate da Victor Togliani) e 250 in tre dimensioni, per un costo totale di 13 miliardi: un impegno produttivo di grandi dimensioni per affrontare la battaglia di Natale, che schiera fra i cartoon anche «Momo» e «Atlantis», e per testimoniare la volontà dell'animazione italiana di competere sul mercato mondiale. «Per confrontarsi con colossi come Disney e budget da 150-200mila dollari - ha spiegato Federico di Chio, amministratore delegato di Medusa - l'unico modo è puntare sui talenti di cui l'Italia è piena, sulla nostra particolare capacità visionaria e di immaginazione, coniugando alle scelte di marketing la qualità: di qui la regia di Manuli, le scenografie di Togliani, la sceneggiatura di Umberto Marino e dello stesso Manuli e le musiche di Ennio Morricone, con un'interprete d'eccezione come Filippa Giordano». Accanto a Filippa, che potrebbe essere fra i protagonisti del prossimo festival di Sanremo, nel cast musicale ci sono anche Beppe Servillo degli Avion Travel (nella versione internazionale è Mick Hucknall dei Simply Red) e la diciottenne Helena (altra scoperta di Caterina Caselli), che canta il tema di Amneris, la capricciosa figlia del re di Petra. Tra le voci si segnalano Massimo Lopez, il gran sacerdote Ramfis che mira a diventare re di Petra con l'aiuto del perfido dio Satam, e Enzo Iacchetti, suo figlio Kak, amico di Radames. «Di Verdi - ha detto Manuli - ci piaceva il soggetto, ma rifare l'Egitto con i nostri mezzi dopo il disneyano `Principe d'Egitto' sarebbe stata una sfida impari. Di qui l'idea di creare i due mondi contrapposti, mescolando le due alle tre dimensioni». E se a qualcuno viene in mente la guerra in corso e lo scontro di civiltà, «è un puro caso: non ci siamo messi d'accordo con Bin Laden», ha scherzato il regista, sottolineando che «è una semplice coincidenza anche la scena in cui gli abitanti di Arborea fanno volare gli aquiloni, che a qualcuno potrebbe ricordare le prime immagini di Kabul liberata». Quanto alla sequenza della guerra, trasfigurata da Manfredo Manfredi in un sogno di Aida, «non mi sembra così violenta: oggi - ha detto Manuli - nei cartoon si vedono cose paragonate alle quali i miei personaggi sono cattivi quanto il gatto di Biancaneve».